Presidi, poche nomine con ben 47 reggenze
ORGANIZZAZIONE. Tutti i 170 istituti di città e provincia avranno un dirigente all'avvio il 13Le superiori dovranno affrontare l'autentica «rivoluzione» della riforma Gelmini spesso con responsabili solo a tempo parziale
La scuola bresciana si presenta con le carte (quasi) in regola all'appuntamento con la prima campanella del 13 settembre. Almeno sul fronte dei dirigenti. Tutti i 170 istituti di città e provincia avranno un preside, ma ben 47 saranno a reggenza. Vale a dire che dovranno accontentarsi di una guida in compartecipazione con un altro istituto. Molte sono scuole medie, anzi istituti comprensivi che includono elementari e a volte materne. E ci sono pure alcuni istituti superiori. Le cose non saranno facili né per gli uni né per gli altri. La scuola dell'obbligo da quest'anno è quasi completamente riorganizzata in istituti comprensivi, che hanno bisogno di crearsi un'identità didattica e formativa, e sarebbe stato più semplice - ammette la stessa direttrice dell'Ufficio scolastico territoriale Maria Rosa Raimondi - se avessero avuto un preside a tempo pieno.
Le scuole superiori, poi, devono affrontare la «rivoluzione» portata dalla riforma Gelmini, che ha cambiato tutto. Dovranno farlo con un dirigente a tempo parziale l'Ipsia Moretto di Brescia, il Liceo di via Bonini già sede staccata del magistrale Gambara, gli Istituti superiori Meneghini di Edolo e Beretta di Gardone Valtrompia, l'Ipc Falcone di Palazzolo sull'Oglio.
Però i dirigenti ci sono. Fino al 25 agosto ne mancavano all'appello ben 53, di cui 25 per pensionamenti annunciati, che hanno effetto a partire da oggi, e gli altri mancanti già dall'anno scorso. In pratica, quasi un terzo delle scuole bresciane era senza dirigente, e quest'anno sono state assegnate solo due titolarità - spiega Raimondi -, una all'Itis di Lonato e l'altra all'Alberghiero di Gardone Riviera. Il fatto è che le sedi bresciane, soprattutto in provincia, sono poco ambite. I presidi che hanno vinto uno dei concorsi negli anni passati, in Lombardia preferiscono la metropoli milanese e la provincia resta a secco.
BISOGNA arrangiarsi con gli incarichi annuali e con le reggenze. Dei primi ne sono stati dati quattro il 25 agosto. Valeria Giampaoli è andata alla Direzione didattica di Travagliato, Nicola Scanga all'Ipsia Fortuny della città, Margherita Montecchia al Comprensivo di Ome e Antonio Bicchetti alla media di Ghedi. Tutto il resto è finito a reggenza. Non è il massimo, ma almeno Raimondi può dire che «come preventivato, entro il primo settembre tutti gli istituti, sia pure in reggenza, hanno assegnato un dirigente cui far riferimento». Ammette che sono tante e che la cosa costituisce «un problema». I dirigenti scolastici con doppia sede «dovranno moltiplicare il lavoro - osserva - e rendere disponibile la loro presenza in due sedi».
Tuttavia, «ho riscontrato grande disponibilità in quelli che hanno accettato - aggiunge - e possiamo garantire all'utenza che l'Amministrazione ha tenuto presente il problema». La gran parte dei nominati aveva fatto domanda. Molti si erano già resi disponibili. Una parte ha dovuto essere scelta d'ufficio, però. E anche questi hanno accettato di buon grado il doppio incarico.
A guardare la lista, poi, si nota lo sforzo per evitare l'assegnazione di reggenze lontane dalla sede di titolarità. Così Venuti, titolare a Rovato, ha avuto Cologne. Piovesan, De Maio, Melgari, Cavagnini, Cinque e altri hanno avuto la loro seconda scuola in città. Ravelli, dirigente del Capirola di Leno ha lasciato il Don Milani di Montichiari e si occuperà della media del paese. Spinelli del Gambara continuerà a seguire il liceo di via Bonini ora che non è più sede staccata, e via dicendo.
ORA SI VA avanti con le nomine annuali dei docenti. Raimondi conta di finire entro domani, ma «qualche coda potrebbe esserci». E soprattutto bisognerà capire quanti supplenti annuali dovranno trovare i presidi per coprire i posti rimasti vuoti.MI.VA.
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