Decolla la Fondazione con adesioni dei privati
LA NUOVA ISTITUZIONE. Soci fondatori: Comune, Regione, A2A, Ubi Banco di Brescia e TassaraFra i soci anche Omr, Estral, Gruppo Saottini, Fondazione Asm e Aeroporto. Garantito un budget da 1,5 milioni. Non cè la Provincia
I tagli presenti e futuri alla finanza pubblica pesano. Il piatto della cultura piange. Promuovere iniziative culturali sarà possibile - in futuro - solo in presenza di un sostanzioso coinvolgimento dei privati. È proprio questa la formula su cui ha puntato il Comune di Brescia per rilanciare ruolo e iniziative del Grande.
La cornice offerta per questo coinvolgimento è la Fondazione Teatro Grande. Un contenitore attraente, se è vero che i soci privati sono già una mezza dozzina e assicurano al teatro cittadino un primo budget annuale da un milione e mezzo (non intaccato dai costi della festa per i 200 anni, coperti da Comune, Regione e dallo sponsor Metalcam). C'è comunque tempo fino a fine mese per altre adesioni e in Loggia sono fiduciosi sul fatto che in Fondazione entreranno altri privati e il budget lieviterà.
IL DECOLLO della Fondazione coincide felicemente con il compleanno numero 200 del Grande e così l'annuncio del programma delle celebrazioni s'è intrecciato, ieri, con il bilancio sulla crescita e sull'assetto della Fondazione.
«Questa - chiarisce il sindaco Adriano Paroli, avendo a fianco l'assessore Andrea Arcai - non è la scommessa di un sindaco, un assessore o una giunta, ma dell'intera città. Abbiamo trovato una grande risposta della città e la Fondazione è un esempio di collaborazione pubblico-privato che ha dimostrato di funzionare. Prima di tutto nei numeri».
Si sapeva che fra i soci fondatori (quelli che conferiscono almeno 200mila euro al fondo annuale di funzionamento e sottoscrivono almeno 20mila euro di capitale) ci sono il Comune di Brescia e la Regione Lombardia. Si sapeva che avrebbero aderito anche Ubi Banca e A2A e questo è stato confermato ieri, presenti il presidente di Banco di Brescia Gino Trombi e il vicepresidente del consiglio di gestione di A2A Vittorio Cinquini. La novità è che c'è un quinto socio fondatore ed è la giovane Fondazione Tassara nata nel 2008: «L'educazione, la formazione e la cultura sono i nostri campi d'azione - ha chiarito il presidente Franco Polotti - . L'adesione alla Fondazione Teatro Grande per noi è un biglietto da visita. Speriamo che la collaborazione pubblico-privato ci consenta di volare alto».
LO STATUTO prevede poi la figura dei soci aderenti (con versamenti a partire da 50mila euro all'anno sul fondo di funzionamento). Anche qui, note positive: hanno aderito infatti le aziende Omr, Estral, Gruppo Saottini e Fondazione Asm.
Infine fra i soci ordinari (quota annuale minima: 10mila euro) c'è per ora solo l'aeroporto D'Annunzio Spa. Ma la «rosa» potrebbe allargarsi: «Abbiamo una decina di contatti avviati, fra cui quello con il Consorzio Brescia Centro» chiarisce l'assessore Andrea Arcai.
Non è invece della partita la Provincia di Brescia che pure è proprietaria di 4 dei 108 palchi (il Comune di Brescia ne possiede altri 30, la Società del Grande 14 e i privati 60): «Il Broletto ha problemi di bilancio per effetto dei grandi investimenti del passato - dice Paroli - ma restiamo fiduciosi che in futuro aderiranno anche loro».
Ora la governance della Fondazione verrà adeguata: in ottobre ai 7 membri del Cda nominati dal Comune, alla rappresentante dei palchettisti e a quello della Regione si aggiungeranno 5 nomi scelti dai privati portando il Cda a 14 unità (più il presidente, che è il sindaco). La prima incombenza del «nuovo» Cda della Fondazione sarà la scelta più delicata: quella del soprintendente, ovvero della figura che traccerà la politica culturale della Fondazione. Sul tavolo, finora, sei candidature.
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