E Mompiano si ribella alla «blindatura»
Brescia. «L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, non sul calcio». All'indomani della prima partita casalinga del Brescia in serie A e dell'entrata in vigore dell'ordinanza comunale che limita la viabilità e la sosta a Mompiano, le lamentele dei commercianti e dei residenti del quartiere potrebbero riassumersi così. Ma non solo.
IL MANCATO guadagno dei commercianti e le grosse difficoltà di spostamento lamentate dai residenti potrebbero essere ancora più pesanti da quando le partite al Rigamonti si disputeranno il mercoledì o il sabato sera, con la chiusura del traffico a partire dalle 16.
Se le istituzioni non faranno qualcosa per limitare i danni, dicono i commercianti, «siamo pronti a scendere in piazza per far sentire le nostre ragioni, visto che prima di chiudere l'intero quartiere per nove ore ogni due settimane nessuno ha chiesto il nostro parere». Capiscono le ragioni del blocco, ma «blindare un intero quartiere solo per una partita di calcio è esagerato, soprattutto se la legittima libertà di giocare a calcio lede il diritto al libero commercio».
Domenica mattina Davide Fantini, titolare dell'edicola di piazzale Kossuth, ha dovuto parcheggiare l'automobile in via Valotti e raggiungere a piedi l'edicola per poi trovarsi a guardare in aria in attesa che qualche cliente riuscisse a oltrepassare i presidi della polizia per acquistare il giornale.
«Molti residenti, sprovvisti del documento d'identità necessario per poter entrare nella zona off limits, hanno abbandonato l'idea e si sono rivolti a un altro edicolante - ha spiegato Davide - . Ciò mi ha dimezzato il cassetto, che di questi tempi equivale a un vero e proprio furto».
Sergio, che è titolare insieme alla moglie della tabaccheria e ricevitoria Lombardi, ha optato - sia pure con disappunto - per tenere la serranda abbassata l'intera giornata, «tanto non sarebbe riuscito a entrare nessun cliente».
MA PER UN TABACCAIO come quello di via dello Stadio, la chiusura forzata ha comportato una perdita economica non indifferente, «perdita che non mi restituirà nessuno - ha lamentato la signora Lombardi -. Chi ha preso la decisione di chiudere l'accesso a Mompiano non subirà nessuna decurtazione dallo stipendio, mentre noi che subiamo i danni maggiori ci ritroveremo a fare i salti mortali per recuperare le perdite».
Il malcontento dei commercianti è pienamente condiviso dai residenti, seppur con ragioni diverse. Brunella Casucci, 67 anni, vive a pochi passi dal Rigamonti e per poter uscire dal quartiere ha dovuto parcheggiare l'auto fuori dalla zona «rossa» la sera prima dell'incontro, mentre Dario Fiume, 43 anni, residente in via Vivanti, si è svegliato con una bella multa sul parabrezza, 38 euro da pagare entro 60 giorni per aver parcheggiato l'auto sotto casa, «dove la lascio ogni sera».
PER NON PARLARE di quanti, scesi da casa per buttare l'immondizia, si sono trovati a vagare per il quartiere in cerca di un cassonetto. «Li hanno portati via tutti - ha raccontato Michele Costa - possibile che una partita di calcio crei un'allarme sicurezza così alto? Non sarebbe meglio trovare una soluzione che accontenti tifosi e non?».
Per tutti, commercianti e residenti, la soluzione è solo una: «Spostare lo stadio altrove». In realtà qualcuno ha provato a trovare soluzioni alternative. Il signor Emilio Battioni, per esempio, ha proposto «di adibire il piazzale di via Vivanti a parcheggio riservato ai residenti», mentre il titolare del bar Kossuth vorrebbe che «ai commercianti fosse consegnato un pass per poter aprire liberamente il proprio negozio».
Un malcontento che non accetta più scusanti, specie per chi da vent'anni sopporta i disagi di uno «stadio che non ha più ragione di rimanere a Mompiano - ha sentenziato Antonella, titolare del panificio Ferrarini -. Agli amministratori non interessano i mancati guadagni di noi commercianti o le difficoltà di chi la domenica vorrebbe passeggiare per il quartiere senza paura. A loro interessano solo i voti e lo stipendio alla fine del mese». E.BEN.
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1 gruppi 14/09/2010 14:15 12 commenti
ma se non ricordo male le decisioni in materia di ordine pubblico non sono prese da questore e prefetto e che l'amministrazione comunale è obbligata ad adeguarsi??