Soddisfatti o indignati, i genitori sono divisi
LE REAZIONI. C'è chi sposa in tutto e per tutto la linea del sindaco, e chi lo accusa di imporre le proprie idee con la prevaricazioneLa perplessità di uno dei costruttori: «Abbiamo fatto un ottimo lavoro, ma si parla soltanto del sole»
Inizia con le televisioni ai cancelli l'anno scolastico di materne, elementari e medie di Adro: a sbarrare l'accesso ai cronisti, tecnici comunali e imprenditori che hanno costruito la scuola. Preside e insegnanti, che domenica hanno seguito in disparte l'inaugurazione, entrano velocemente evitando ogni commento. La maggior parte dei genitori, anche di fede leghista, rifiuta di rispondere alla domanda sulla condivisione o no del sole nascente su vetrata, zerbini, contenitori di rifiuti, avvisi, banchi e tetto. Pochi coloro che si esprimono contro, e ancora meno coloro che accettano di essere citati per nome.
Lorenzo Bonardi, un pensionato che ha voluto presenziare, dice che «il simbolo non cambia lo stato delle cose», mentre Gianpaolo Plebani sposa in pieno la tesi del sindaco: «Il sole delle Alpi non è il simbolo della Lega, solo gli ignoranti possono affermare che sia il simbolo del partito. Il simbolo della Lega è lo scudo crociato con il guerriero; il sole nascente è nella nostre chiese e fa parte della nostra storia». La maggioranza dei genitori condivide la linea e accusa i media di montare il caso. «La scuola è stata creata dalla Lega - afferma convinta una mamma -, ma il sole delle Alpi non è il simbolo leghista. E comunque è bella e mi va bene così». «A me interessa che funzioni», aggiunge un'altra.
Molti preferiscono evitare di entrare nel merito: «Vivo qui da poco - dice una terza mamma -, questa è una normalissima scuola con dei simboli eccessivi che non dovrebbero esserci, ma a me interessa che funzioni». Tra i contrari, il signor Lancini: «Ho spiegato a mio figlio, il quale mi ha chiesto chiarimenti dopo avere visto ieri la scuola, che alcune persone vogliono imporre le proprie idee con la prevaricazione: ovviamente sono contrario alla presenza di simboli di partito, ma purtroppo questa è la situazione». Daniela Vezzoli parla davanti alle telecamere: «Sono indignata, la scuola non può e non deve avere simboli di partito. Sono assolutamente contraria a tutto questo».
Qualche dubbio sulle conseguenze tocca anche un imprenditore che alla scuola ha lavorato: «Abbiamo costruito una struttura bellissima e innovativa, ma l'attenzione di tutti è finita sul sole delle Alpi, che è il simbolo della Lega».
IL SINDACO, CHE l'altro ieri ha inaugurato la scuola, non è presente al primo giorno: «Del resto suo figlio va dai frati - fa notare una mamma -, e lì non ci sono crocifissi avvitati alle pareti o soli celtico-padani». Il primo cittadino concede interviste a giornali e televisioni davanti al municipio, ribadendo che il sole delle Alpi «è un simbolo di partito solo per chi così lo vuole vedere; per gli altri, è un simbolo della storia del nostro territorio». Paolino Parzani, sindaco per due mandati, contesta: «Quando ho costruito la nuova materna, la prima pubblica di Adro, e lui era contrario, non ho mai pensato di riempirla con l'edera, simbolo del Pri», afferma. E conclude: «Le scuole portavano il nome dei fratelli Dandolo, eroi del risorgimento e dell'Unità d'Italia, che hanno lasciato in eredità a Adro il municipio e all'ente morale un patrimonio di immobili pari quasi a metà del centro. Mi domando cos'abbia dato Miglio ad Adro».
Durissimo il commento di Pierpaolo Begni, segretario provinciale Flc Cgil: «Sono forse i segni di quel federalismo a ore? Una nuova idea di amministrare la cosa pubblica? Marchiare un edificio scolastico con i simboli di un partito non era mai successo. Le parole del sindaco di Adro per mascherare questa trovata sono una presa in giro per chi ha lavorato per l'integrazione e con fatica si è speso per la scuola pubblica».
Giancarlo Chiari
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