Tempo libero, tempo di libertà

20/10/2010
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Tempo libero, tempo di libertà

Mi sono chiesto se l'avvocato Graziano Tarantini (intervento su Bresciaoggi del 13 ottobre «I due parroci e una lettura ideologica della realtà») sia davvero così abituato a parlare con i sacerdoti bresciani, tanto da conoscerne così bene e profondamente gli orientamenti di vita e di pensiero; oppure se la sufficienza con cui vanifica e crede di cancellare un contributo certamente da non sottovalutare, e sul quale sarebbe comunque opportuno discutere, rivela la profonda insicurezza dei cristiani che oggi si dicono di destra.
HANNO SCELTO di stare da una parte? Ebbene, tra i credenti molti non sono con loro, e non parlo solo di quelli che a destra vengono chiamati con disprezzo cattocomunisti o che si dicono legittimamente, mi pare, cattolici di sinistra, ci sono anche tutti gli altri ai quali sono fiero di appartenere.
L'insicurezza si rivela osservando in filigrana il suo intervento. L'appello alla conversione personale e alla grazia, quale ultima ratio del giudizio da dare ai fatti della storia, dimentica a mio avviso che la prima grazia che Dio concede all'uomo è la ragionevolezza e che una quantità considerevole di uomini e di donne, semplicemente onesti, conduce la propria esistenza senza bisogno di cerimonie, di riconoscimenti, e senza nessun utile o tornaconto personale. Penso anche al travaglio, alla passione, alla fatica e al dolore che sono costati l'Unità d'Italia, la Democrazia, la Ricostruzione, il rispetto dei diritti e dei doveri di tutti.
PRIMA ANCORA che scomodare le grandi idee e i grandi principi, sui quali solo chi ha perso il senno, a mio avviso, non è d'accordo, (cfr il mio articolo su «Brescia e dintorni», dove si parla dell'etica dello sfondamento), chi ci governa deve arrossire pensando ad un intero popolo che ha il diritto di essere rispettato e che all'estero viene considerato un popolo di sbandati senza una guida autorevole.
Sul tema della conversione dunque siamo d'accordo, anche sul fariseismo; naturalmente siamo d'accordo con il Papa, che è il Papa di tutti e non il Papa di questo o di quello. Mi permetto però una cattiveria finale.
CHI VIVE l'esperienza di Comunione e Liberazione e dintorni, ammenoché non abbia intrapreso la carriera universitaria, cita solo tre autori: don Giussani, degno di venerabile memoria, Charles Peguy acceso semiconvertito della Francia anticlericale e positivista dei primi anni del Novecento, e Thomas Elliot, con la sua visione di terra desolata, che i ragazzi del Meeting di Rimini concepiscono quale spazio aperto alla novità. Capisco che mettere insieme ora et labora, quando la militanza è l'imperativo quotidiano, quando bisogna mascherare la quotidiana volgarità del potere, rimane poco spazio per la cultura, la critica, il dialogo e la libertà. Tranquillo dunque, stiamo davvero ricompattando i cattolici italiani per una terza via che forse non prenderà mai il potere, alla quale tutti, compreso l'interessato, sono invitati a partecipare. A Brescia quando i giovani cercano lavoro non vanno più a scomodare i parroci, i seminari sono vuoti, ma noi sappiamo come occupare il tempo libero, per il bene di tutti.
Sul tema oggi pubblichiamo anche, a pagina 45, una lettera del consigliere comunale della Lega, Alessandro Bizzarro