Facebook «entra» anche all'oratorio
IL CONVEGNO. La rivoluzione del web punta a creare reti di comunicazione sempre più legate alla realtà: il cambiamento coinvolge anche gli ambienti parrocchialiDon Bianchi: «Le nuove reti di comunicazione non sono biblioteche e mercati ma orizzonti quasi infiniti»
Oggi è la giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Un appuntamento che inevitabilmente apre il dibattito sul tema, sempre in fase di espansione e mai abbastanza approfondito, dei social network. Un «mondo» sconfinato che ammette, nei suoi confini labili, anche gli oratori e le figure religiose che sempre più spesso ricorrono ad un profilo sul social network per comunicare con i fedeli quando distanze e contingenze non lo renderebbero complicato.
Per comunicare con l'esterno, la prima rivoluzione Internet (domini a basso costo o piattaforme gratuite con servizi limitati) aveva portato alla creazione di una serie di siti web delle parrocchie e degli oratori. In realtà, online, vi si trovavano notizie storiche e avvisi, ma niente che potesse consentire una socializzazione vera e propria, uno scambio di contenuti e un confronto sempre più aperto. Passata quasi inosservata la ristrutturazione del web caratterizzata dall'avvento dei blog, lo spartiacque tra passato e futuro online è stata segnata dall'arrivo del social network in grado di rendere vicini anche persone lontanissime. «Il mio pensiero - ha scritto nel suo messaggio Papa Benedetto XVI - è per chi fa parte della cosiddetta generazione digitale: con loro vorrei condividere alcune idee sullo straordinario potenziale delle nuove tecnologie se usate per favorire la comprensione e la solidarietà umana; sono un vero dono per l'umanità, dobbiamo fare in modo che i vantaggi siano messi al servizio di tutti gli esseri umani e di tutte le comunità».
«Sdoganati», per modo di dire, dalla massima autorità religiosa, i social network ieri sono stati oggetto di un dibattito al centro pastorale Paolo VI. Inevitabile trascinare il discorso su Facebook, l'aggregatore di profili che da solo sfiora i 200 milioni di utenti. «I siti delle parrocchie e degli oratori - ha sottolineato don Adriano Bianchi - sono ormai statici, costruiti senza apparente criterio e nella maggior parte dei casi lasciati a sè stessi. L'impressione è che il social network sia il nuovo media ideale per raggiungere le persone, non solo i giovani: per questo la creazione di gruppi, profili e realtà virtuali legate alla vita reale può essere una scelta vincente».
UN'IDEA CONDIVISA anche da Marzia Morteo, assistente universitaria alla Cattolica di Brescia. «Le relazioni su Internet ormai non sono più virtuali - assicura - : piuttosto sono una propaggine della realtà basata su interessi comuni molto concreti».
Daniele Bonetti
Daniele Bonetti
