Industriali e riforma: «Brava Gelmini»

SCUOLA E IMPRESA.Un convegno ospitato nella sede dell'Aib, organizzatrice con Fondirigenti e Federmanager, si è occupato della sfida dell'innovazione
Il comitato tecnico-scientifico sarà il luogo del dialogo Raimondi: «Un incontro paritetico tra i due sistemi» Gussalli Beretta: «Gli istituti tecnici non più di serie B» CLAUDIO GENTILI
14/01/2011
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La responsabile Ust Maria Rosa Raimondi e il vicepresidente dell'Aib Franco Gussalli Beretta FOTOLIVE

Il comitato tecnico-scientifico introdotto dalla riforma Gelmini negli istituti superiori sarà finalmente il luogo del dialogo fra mondo economico e mondo scolastico, sarà il luogo dove il territorio potrà sommare le energie necessarie ad affrontare le sfide del futuro. Lo hanno ripetuto i relatori riuniti ieri nella sede dell'Associazione industriale dal convegno «L'impresa nella scuola: la sfida dell'innovazione», organizzato con Fondirigenti e Federmanager. Alle aziende, si è detto, servono nuovi manager e nuove figure professionali. Lo testimoniano i risultati del IV Rapporto di Management club, lo dicono i dati resi noti a livello nazionale che parlano di 120mila professionalità inutilmente ricercate sul mercato del lavoro.
«LA FORMAZIONE e un ritrovato legame con la scuola sono le strade da percorrere», ha spiegato il coordinatore del dibattito Claudio Gentili, direttore Education di Confindustria. «Come associazione sono numerosissimi da anni i progetti per l'aggiornamento dei lavoratori e le iniziative rivolte agli studenti e ai giovani», ha detto. Alcuni di questi progetti sono in collaborazione a Brescia con Federmanager tramite l'ente bilaterale Fondirigenti e Isfor 2000. «Negli ultimi due anni cresce l'interesse per i corsi destinati ai dirigenti che necessitano di "manutenzione". Molte sono le tematiche, dal temporary management alla sicurezza, alla green economy. I numeri dicono di 60mila ore di formazione nel 2007, 265mila nel 2010»: queste le parole di Marco Bodini, presidente locale di Federmanager, confermate anche da Alberto Barcella, presidente della Commissione Scuola e formazione di Confindustria. Con il suo intervento è partito il plauso ai mutamenti introdotti dal ministro bresciano all'Istruzione, che hanno rafforzato gli istituti tecnici e hanno introdotto i comitati tecnico-scientifici.
«Non vogliamo comandare in casa d'altri, la nostra presenza sarà nell'interesse dei ragazzi, del territorio, del Paese», ha chiarito fra i battimani della folta platea. Importanti sono gli impegni che ha promesso da parte dell'universo industriale, disponibilità agli stage, alla partecipazione attiva, ma soprattutto al finanziamento di laboratori all'avanguardia. Sul tema hanno insistito Paolo Bastianello, vicepresidente del Sistema Moda Italia, e Franco Gussalli Beretta, vicepresidente Education in Aib. «Il comitato che vedrà l'adesione delle forze vive di una zona è facoltativo nella legge, ma è assolutamente necessario, imprescindibile se si vogliono vincere le competizioni di un pianeta che cambia, con Paesi emergenti che corrono e non ci lasciano tempo» è stata l'opinione del primo. Gussalli Beretta ha ricordato esempi di aziende bresciane presenti nel settore dell'istruzione, dall'istituto «Machina Lonati» al percorso postdiploma per periti di Feralpi, al progetto di alternanza scuola-lavoro della Metra.
«NEL BRESCIANO quest'anno l'istruzione tecnica ha superato di un punto e mezzo quella dei licei - ha aggiunto -, occorre che gli insegnanti stimolino gli studenti eccellenti verso tali istituti, non più considerati di serie B. Come Aib già partecipiamo a due Cts, al Tartaglia in città e al Perlasca di Idro».
A Maria Rosa Raimondi, dirigente del Ufficio scolastico provinciale, è spettata la descrizione dei futuri organismi: «Incontro paritetico fra i due sistemi, aperto alle associazioni produttive, alle professioni, alla ricerca, con compiti di consulenza programmatica, monitoraggio e critica, orientamento». Un organismo «di rete fra scuole con il medesimo indirizzo».

Magda Biglia