E' bresciano il Facebook del volontariato

IL PROGETTO. La nuova piattaforma ideata da Fabrizio Trentin e Roberto Basso sarà operativa sul web a febbraio. Niente chiacchiere ma storie di bontà

«Shinynote» è dedicato interamente alle onlus: servirà a favorire la collaborazione tra aziende istituzioni, cittadini e organizzazioni non-profit
16/01/2011
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Fabrizio Trentin e Roberto Basso sono gli «inventori» del social network della bontà: a sinistra, il logo

Un social network fatto solo di belle notizie. È in questi termini che si è cominciato a parlare ed è così che è diventato noto prima ancora di andare in rete, «Shinynote» il social network dedicato al volontariato e terzo settore.
Il quotidiano La Repubblica gli ha dedicato una pagina intera, riconoscendogli l'originalità dell'idea e le potenzialità di sviluppo: esistono social network generalisti, sono un fenomeno dei nostri tempi, ma è ancora sparuta la pattuglia di quelli specialistici, soprattutto in questo campo tanto in ascesa. Ma non ha detto, il quotidiano romano, una cosa: che questa idea è nata a Brescia, perchè bresciane sono le due «menti» che l'hanno partorita: Fabrizio Trentin e Roberto Basso.
IL PRIMO HA avuto l'illuminazione e il secondo gli ha dato sponda, mettendo al servizio del progetto le sue personali esperienze e professionalità. L'incontro, quasi casuale, è avvenuto sulle rive del lago di Garda. Si è trattato a quel punto di trovare una società in grado di realizzare il softwhere, e l'hanno trovata pure quella a Brescia. Infine, ma si dovrebbe dire prima di tutto, hanno messo insieme le risorse sufficienti per il lancio in rete, trasformando un'idea che sembrava davvero bella, in un progetto fatto e finito.
Chiave di volta, l'appeal dell'idea che stata sposata da alcuni imprenditori bresciani e a ruota da altri nazionali. Un pool che sta dando gambe al progetto «made in Brescia». Progetto ambizioso che punta a ritagliarsi un posto in mezzo ai vari Facebook e Twitter, sostituendo alla chiacchiera e al cazzeggio tipici di questa forma di comunicazione di rete, vere e proprie storie.
Perchè su «Shinynote» saranno proprio le storie le protagoniste e attraverso le storie saranno raccontati i progetti di utilità sociale. È lì che le istituzioni pubbliche, le aziende, gli utenti privati, la associazioni non profit mossi da spirito di servizio e desiderio di aiutare il prossimo troveranno finalmente il luogo per incontrarsi; virtualmente prima, e poi anche praticamente, se i reciproci volontà, sogni e intenzioni si scopriranno comuni e condivisi. Le compatibilità elettive che nel terzo settore possono nascere e svilupparsi sono l'incalcolabile patrimonio potenziale che si cela in questo strumento.
Il social netwark a trazione bresciana è giunto al conto alla rovescia: lo sbarco sul web, l'operatività su Internet è infatti fissata per l'inizio di febbraio. Non è ancora operativo, ma in rete si è già presentato. Ce ne sono tracce sulle pagine di Facebook, fratello più grande al quale si ispira e dove si presenta così: «Abbiamo immaginato un social network fondato su basi etiche. Lo abbiamo costruito intorno alle storie delle persone, per le persone che sanno rintracciare nel quotidiano una scintilla di positività e speranza. Perchè nessun uomo è un'isola».
TRENTIN E BASSO ricordano che con Shinynote per la prima volta «al Terzo settore vengono applicate le logiche del web 2.0 che hanno già rivoluzionato l'industria discografica, l'editoria, il turismo ecc». E ciò apre nuovi orizzonti e possibilità al mondo del volontariato, peraltro particolarmente diffuso e radicato nella nostra provincia. Orizzonti spianati dalle politiche di sussidiarietà sempre più diffuse come logica di gestione della pubblica amministrazione e dalla crisi economica che lascia sul terreno tanti protagonisti dell'economia del mercato e della competitività.
«Quante Onlus conosciamo? - domandano Trentin e Basso - Dieci? Venti? In Italia ce ne sono più di 20mila, negli Stati Uniti un milione e mezzo. Le poche di cui sappiamo sono quelle che investono di più in marketing tradizionale», ma spesso le loro sono campagne più dispendiose di quanto si immagini, con costi «di esercizio» che erodono pesantemente le risorse raccolte. Sull'acquisto di una pianta ad un banchetto domenicale una quota consistente serve a pagare i florovivaisti: fino a 87 centesimi ogni euro.
MA ALTRE TRAPPOLE concorrono a rendere dura la vita delle onlus. Una di queste è anche l'incremento dei costi postali («il governo italiano - spiegano Trentin e Basso - ha cancellato le tariffe postali agevolate, e il costo delle spedizioni postali per le Onlus è aumentato anche di 5 volte»). Un'altra è rappresentata dalla cancellazione del contributo del cinque per mille. E si aggiunga uno scenario in rapida e non sempre positiva evoluzione, caratterizzato da una fortissima competizione tra le organizzazioni in «lotta» per il portafoglio dei donatori.
UNA COMPETIZIONE giocata con le stesse modalità del mercato, a colpi di massicce dosi di pubblicità. «Con Shinynote - spiegano - le onlus potranno invece lanciare campagne senza investimenti pubblicitari e merchandising. Infatti non potranno fare inserzioni a pagamento. La disputa per l'attenzione dei cittadini e dei potenziali donatori sarà solo con la qualità dei progetti e con la serietà e precisione delle informazioni che sapranno fornire». Nell'era del web 2.0 il piccolo e agile può insomma competere con il grande e meno efficiente. E lo farà su Shinynote, tramite le storie, che quanto più saranno emozionati e accattivanti e concretamente capaci di rivelarsi efficaci, tanto più troveranno persone interessate. Contatti, come usa online.
SHINYNOTE come data-base di storie, come archivio per quel particolare spirito imprenditoriale, gratuito e appassionato, che anima il volontario, e che ha bisogno di alimentarsi, di moltiplicarsi, di crescere. «Un approccio, quello della nuova piattaforma. che premierà le organizzazioni che sapranno dialogare con sostenitori e donatori, stimolare e dare risposta al senso civico di cittadini e imprese, esprimere il senso della propria responsabilità sociale».
Il social network della bontà bresciano lancia una sfida ad un modello simile avviato qualche giorno fa da Chris Hughes dall'altra parte dell'Atlantico: una filiazione di Facebook che si rivolge esso pure alle attività delle onlus, denominato Jumo. Una piattaforma già in rete, sulla quale all'inizio del mese prossimo scenderà anche il nuovo competitor figlio dell'inventiva bresciana, tra nuove tecnologie e reti di sostegno sociale.
Per informazioni ci si può registrare all'indirizzo www.shinynote.com o seguire le evoluzioni cercando Shinynote su Facebook e Twitter.

Eugenio Barboglio




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