In 95 banchetti riso vuol dire solidarietà
L'INIZIATIVA. La vendita del cereale, che non proviene più dalla Thailandia, bensì è made in Italy, servirà a finanziare il progetto «Brescia per il Mozambico»Sabato e domenica i bresciani saranno chiamati a sostenere la campagna in favore del diritto al cibo nel Sud del mondo
Un chilo di riso acquistato a Brescia può accendere un piccolo barlume di speranza nel cuore dell'Africa. Sabato 14 e domenica 15 maggio i bresciani sono chiamati a sostenere la campagna in favore del diritto al cibo nel Sud del mondo: «Abbiamo riso per una cosa seria». Per tutto il weekend tra città e provincia saranno allestiti 95 banchetti dove, con un contributo minimo di 5 euro, si potrà acquistare un chilo di riso che andrà a finanziare il progetto «Brescia per il Mozambico». La novità della nona edizione di quest'anno è che si è scelto di optare per la filiera corta. Se prima era acquistato riso proveniente dalla Thailandia (per aiutare le popolazioni colpite dallo tsunami), ora - grazie a un produttore agricolo socio di Coldiretti - il cereale che sarà venduto sulle bancarelle il prossimo fine settimana è prodotto da un'azienda italiana.
«L'aumento dei prezzi delle materie prime, sia nel nord sia nel sud del mondo - ha affermato Sergio Marelli, segretario generale Focsiv -, non corrisponde mai a un vantaggio per i contadini, ma è prevalentemente frutto delle speculazioni finanziarie e dei numerosi passaggi lungo la filiera». La campagna nazionale «Abbiamo riso per una cosa seria», è organizzata dal Focsiv, la più grande federazione italiana di organismi di volontariato internazionale e, a livello bresciano, vede la partecipazione del Servizio volontario internazionale, di Medicus Mundi Italia, del Servizio collaborazione assistenza piamartino, vari organismi federati Focsiv e membri della Consulta per la pace del Comune di Brescia.
«LA NOSTRA CITTÀ è molto impegnata quando si tratta di questo genere di iniziative - ha spiegato Mario Rubagotti, presidente Svi, durante la presentazione della campagna insieme all'assessore comunale alle Politiche giovanili, Diego Ambrosi -. Dei 120 mila chili di riso raccolti in tutta Italia con la passata edizione della campagna, 12 mila provenivano da Brescia. E con una popolazione che sfiora il milione di persone, credo che sia possibile fare ancora di più».
Il ricavato della campagna avrà una ricaduta bresciana: andrà a sostenere il progetto «Brescia per il Mozambico» portato avanti da Svi, Mmi, Scaip, Fondazione Tovini, Fondazione Sipec, Comune di Brescia e Conferenza Episcopale di Brescia. Ma perchè proprio il Mozambico? «Le condizione del Paese sono davvero critiche - ha confermato Massimo Chiappa, presidente della Consulta per la Pace -. Il 33 per cento dei bambini tra gli 0 e i 5 anni soffre di malnutrizione, il 69,4 per cento della popolazione non ha accesso all'acqua potabile e il 34 per cento della popolazione non ha diritto ai servizi sanitari. L'agricoltura è l'attività più diffusa, praticata con tecniche rudimentali e non riesce a garantire l'uscita della popolazione dalla vulnerabilità alimentare». Il progetto prevede azioni in varie aree di intervento: quella della formazione professionale (per migliorare le competenze tecniche negli ambiti della falegnameria, della carpenteria metallica, dell'informatica e dell'agricoltura), quella riguardante le fonti energetiche alternative, quella che si occupa dell'animazione rurale (rafforzare i meccanismi di partecipazione comunitaria) e l'area che coinvolge la salute della comunità (particolare attenzione alla salute materno infantile, alle malattie infettive e supporto nutrizionale per i bambini malnutriti). Per conoscere l'elenco completo delle piazze e gli indirizzi degli stand dell'iniziativa a Brescia e in provincia, www.svibrescia.it.
Silvia Ghilardi
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