«Così i tagli uccideranno le nostre scuole»
L'ALLARME. La prima denuncia viene dall'istituto comprensivo Sud 1, con una scuola materna (Lamarmora), due elementari (Crispi e Canossi) e una media (Bettinzoli)Un insegnante, un genitore e due sindacalisti dipingono una realtà a tinte fosche: «Supplenti, ora niente contributi; poi da settembre niente stipendi»
I nodi vengono al pettine. La scuola bresciana rischia di soccombere ai tagli dei ministri Gelmini e Tremonti e a quelli della Loggia che seguono a ruota, per necessità di far quadrare un bilancio che assomiglia a una coperta sempre più corta. Il primo allarme viene dalla sezione Flc-Cgil dell'istituto comprensivo Sud 1, una scuola materna (Lamarmora), due elementari (Crispi e Canossi) e una media (Bettinzoli) che non sanno più da che parte girarsi per pagare i supplenti, comprare carta, sapone e quant'altro. A denunciare i tagli, ieri mattina, il delegato sindacale Salvatore Cinque, il segretario provinciale Flc Pierpaolo Begni, la presidente dell'associazione genitori Germana Gandini e Oscar Zanelli insegnante Cgil della Bettinzoli.
L'elenco dei problemi è lungo e parte dal taglio agli scuolabus per il trasporto alunni. Un regolamento regionale - spiega Cinque - prevede che ne abbia diritto chi abita a oltre 2 chilometri dalla scuola e in presenza di almeno 10 richieste. «Il Comune aveva sempre derogato alla norma - spiega -, ma quest'anno ha deciso di tagliare e ha creato una situazione pesante per alunni e famiglie». Chi viene dal Primo Maggio deve arrivare in Stazione e cambiare bus.
NON BASTASSE, la Loggia ha ridotto i fondi per il diritto allo studio da 23 mila a 14 mila euro circa. E ciò «porta alla riduzione inevitabile non solo di progetti aggiuntivi, ma anche di materiale didattico». Solo per fotocopie (obbligatorie per i test Invalsi), il Sud 1 spende 10 mila euro all'anno e non sa dove trovarli. Il sistema informatico è vecchio - aggiunge Cinque -, il server non supporta più i nuovi programmi di gestione amministrativa e didattica, ma «i tagli pesanti hanno sconsigliato di rinnovarlo». Si faceva ippoterapia e piscina per i portatori di handicap e «ora siamo in grosse difficoltà nonostante i contributi delle famiglie».
Da settembre, poi, «saremo senza sapone e carta igienica - sottolinea il delegato sindacale -, non avremo più fondi per il doposcuola chiesto dalle mamme e dovremo rinunciare alle due settimane di recupero, potenziamento e assistenza estiva». Quanto alla didattica, il nuovo sistema degli istituti comprensivi varato dalla Loggia l'anno scorso, in mancanza di finanziamenti stenta a decollare. «La Bettinzoli e la Pascoli avevano ricostruito un'identità scolastica - dice Cinque -: con la verticalizzazione dalla materna alla media doveva nascere un nuovo progetto didattico, ma sono mancati i finanziamenti».
Nel quaderno delle lamentele ci sono pure 20 bambini in lista d'attesa alla materna. Tutto inevitabile, «se a fronte di 10 mila alunni in più, in Lombardia ci sono 2.415 insegnanti in meno e 1.628 tra bidelli e applicati». Il che si traduce in due Ata in meno (da 15 a 13) anche alla Bettinzoli «con conseguenti difficoltà di organizzare il servizio». Anche la segreteria «non ce la fa più», con il personale ridotto da 6 a 4 unità mentre il «decentramento selvaggio» ha passato alle scuole pensioni, liquidazioni, ricostruzioni di carriera, riscatti - accusa Cinque -, «compiti che prima erano del Provveditorato e del Tesoro».
Gli insegnanti delle medie, peraltro, non hanno più ore disponibili per attività qualificanti e «alle elementari si è persino ridotto il tempo mensa per risparmiare». E il fondo d'istituto ora gestito dal ministero «rischia di far rinviare il pagamento delle attività già svolte». Di più, la Bettinzoli rischia l'anno prossimo «classi di 28 alunni alle materne e 27 alle elementari in presenza di portatori di handicap».
Ma su tutto c'è il problema supplenze. Secondo i calcoli di Cinque, il Sud 1 deve riscuotere ancora 33 mila euro del 2009 e 42 mila dell'anno scorso. Dei 95 mila spesi dal primo gennaio a tutto aprile ne sono arrivati 38 mila. «Siamo creditori di 133 mila euro - dice Cinque -, più 21 mila di residui di fondo d'istituto». Intanto i supplenti vanno pagati, e «ci limitiamo a pagare il netto senza i contributi». Ma se a settembre i fondi non saranno arrivati, «non potremo pagare più niente».
E NON È FINITA. Per l'anno scolastico in corso Brescia ha perso 146 maestri elementari e 36 insegnanti delle medie. Per l'anno prossimo - sottolinea Begni - sono previsti altri tagli al personale e «con il Documento economico e finanziario di Tremonti che annuncia di portare a 15,5 miliardi entro il 2015 i risparmi sulla scuola, altri tagli ci saranno pure negli anni a venire».
Gandini parla di genitori «arrabbiati, amareggiati e delusi». A gennaio hanno iscritto i loro figli a scuola e solo dopo hanno saputo che lo scuolabus non ci sarà. «Potevano dircelo prima - accusa -, molti si stanno organizzando per spostarli in un'altra scuola». Gandini lamenta pure scarsa comunicazione tra scuola e famiglie. «Una volta c'era sempre il preside o il personale di segreteria con cui parlare - dice -; ora il dirigente ha anche altre scuole in reggenza e il personale degli uffici ha tanto di quel lavoro che non può dar retta a nessuno». Anche questo fa la qualità di una scuola. La loro associazione aveva in mente di ripetere progetti aggiuntivi per i bambini, come il doposcuola che «ha avuto molto successo». Ma i fondi mancano «e non so se riusciremo a reperirli». Si parlava di tagli, forse molti sottovalutavano. Ora che fanno sentire i loro effetti, si scopre quanto siano pesanti.
Mimmo Varone
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