«No ai tagli di risorse alla scuola pubblica»

12/05/2011
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Patrizia Tagliani, 48 anni, all' «House Cafè» di via Vittorio Emanuele II

Patrizia Tagliani, 48 anni, commerciante, legge Bresciaoggi al bar «House Cafè» di via Vittorio Emanuele II, 131 e commenta le notizie del giorno.
La scuola bresciana rischia di soccombere ai tagli dei ministri Gelmini e Tremonti e a quelli della Loggia che seguono a ruota per necessità di far quadrare il bilancio. Lei come giudica la notizia?
«Voglio comprendere le ragioni di bilancio della Loggia ma tagliare i fondi alla scuola pubblica mi sembra assurdo. Chi decide di iscrivere proprio figlio ad un istituto pubblico lo fa perché non può permettersi un'istruzione privata di qualità e si ritrova a dover gestire problemi quali la mancanza di carta igienica o di cancelleria. Ciò, oltre ad influire negativamente sull'andamento scolastico e sulla qualità della didattica offerta, potrebbe portare i ragazzi ad allontanarsi dalla scuola».
Il Comune di Brescia si candiderà ad essere uno degli enti che parteciperanno alla fase sperimentale del federalismo fiscale che prenderà il via nel 2012. Favorevole o contraria?
«La teoria che sta alla base del federalismo fiscale è auspicabile ma temo che quando si passerà alla fase pratica la Loggia avrà qualche problema a gestire una situazione complicata. Mi auguro che i contributi versati dai bresciani vengano finalmente utilizzati per il nostro territorio e per migliorare la nostra città».
Esulta l'associazione Diritti per tutti per il pronunciamento del Consiglio di Stato che ha nuovamente bocciato il reato di clandestinità decretando «non ostativa» la condanna per il rilascio del permesso di soggiorno. Lei cosa ne pensa?
«A prescindere da ciò che ha deciso o deciderà il Consiglio di Stato, sono convinta che la clandestinità debba restare un reato da perseguire se non vogliamo vivere in paese senza controllo. La legge dovrebbe fissare un tempo massimo di permanenza in Italia senza documenti, allo scadere del quale è giusto che lo straniero torni nel suo Paese».E.BEN.