Scommesse, bresciani
prudenti: 31 euro a testa

LE STATISTICHE. In base ai dati Agicos la Leonessa è la 69esima provincia italiana, lontana da Napoli dove la media è di 133 euro pro capite di puntate su gare e risultati. La media nazionale è di 55 euro. Nel 2010 il volume complessivo di puntate nella nostra provincia è stato di 35,3 milioni
07/06/2011
Zoom Foto
Una sala-scommesse dotata di quotidiani sportivi e, soprattutto, di video con percentuali, risultati, quote e opportunità di puntate

A Brescia si scommette poco: molto meno, a livello procapite, rispetto alla media nazionale. I bresciani, è noto, preferiscono il Lotto e le gettonatissime Slot Machine, «giochi» che promettono in un caso guadagni esagerati e nell'altro scariche di adrenalina maggiori rispetto a uno scontrino con i risultati di qualche partita.
In Italia la spesa procapite per le scommesse si aggira sui 55 euro all'anno, secondo i dati diffusi da Agicos: Brescia, nello specifico, è ferma a 31 euro che valgono la 69a posizione assoluta. Al primo posto c'è Napoli (133 euro a testa), quindi Taranto (116) e Salerno (101 euro). Tra le metropoli, al comando c'è Roma con 88 euro per abitante (nona a livello nazionale) mentre Milano è trentesima con una spesa pro capite di 54 euro, leggermente sotto la media nazionale.
DIVERSA la posizione di Brescia rispetto al resto d'Italia se si considera il volume complessivo di giocate: nello specifico la nostra città «sale» al tredicesimo posto con 35,3 milioni di euro spesi nel 2010.
E le regioni? Agipro ha diffuso i dati relativi al primo quadrimestre del 2011, dai quali emerge che in Campania sono stati spesi 319 milioni di euro mentre in Lombardia, seconda in classifica, «solo» 221. Terzo il Lazio a quota 207 milioni mentre il fanalino di coda, come prevedibile, è la Val d'Aosta con poco più di 4 milioni spesi nei primi mesi dell'anno.
La realtà varia da regione a regione ed è in costante evoluzion. Anche se resta innegabile è il fatto che in Italia le scommesse non rappresentino ancora un must come succede per esempio Oltremanica.
«Da noi non c'è la cultura della scommessa - ricorda Dario Pozzoli, direttore del punto Better di via Gorizia - : basti pensare che in Inghilterra si scommette su qualsiasi cosa, dallo sport alla durata di un matrimonio regale perchè scommettere viene considerato un divertimento: non c'è la smania di vincere, nei pub ci sono clienti con la schedina in mano che ridono e scherzano a prescindere dal risultato. Da noi, purtroppo, c'è la fobia del guadagno».

Daniele Bonetti




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