La carica dei «dissidenti» Pdl
vuole la testa del capogruppo

IL CASO. Sei consiglieri su 13 vorrebbero «un cambio di guardia». Nel mirino Achille Farina e la sua gestione «politica». Ma la «patata bollente» non dovrebbe apparire nel Consiglio comunale di oggi: più probabile che possa esplodere alla vigilia del congresso previsto per la fine di novembre
10/10/2011
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Il sindaco Adriano Paroli, che ha già tentato una mediazione con i dissidenti

Tra le file del Pdl li hanno già ribattezzati i «magnifici sei». Ma guai a parlare di «dissidenti» o di «correntone». Loro, i consiglieri comunali che venerdì sera hanno chiesto la testa del capogruppo Achille Farina si ritengono «solo buoni politici con la capacità di decidere in autonomia cosa giusto e cosa appare sbagliato». E l'atteggiamento di Farina, che avrebbe imposto il silenzio sul Pgt (ordinando ai suoi di non presentare emendamenti durante il voto in consiglio), sarebbe «proprio sbagliato». Tanto è bastato per far alzare dagli scranni i sei consiglieri e spingerli a chiedere le dimissioni del capogruppo che «non li rappresenterebbe più».
NON C'È ancora nulla di ufficiale, nè la sfiducia sarà presentata questo pomeriggio, durante l'apertura del Consiglio comunale che, tra gli altri, tratterà le variazioni di bilancio di previsione e pluriennale. Il confronto tra i sei (non sette come sembrava) e il sindaco, Adriano Paroli, in queste ore è mediato dal vice capogruppo della Loggia, Andrea Ghezzi. L'obiettivo? Far rientrare nei ranghi i consiglieri e ricompattare la squadra intorno a Farina, un tempo uomo di fiducia di Nicoli Cristiani oggi dato molto vicino al ministro Mariastella Gelmini. La rottura, a questo punto, potrebbe essere stata pilotata in vista del congresso Pdl di fine novembre. Non è un segreto, infatti, che l'ex assessore Nicoli Cristiani e il vice presidente della Provincia, l'onorevole Giuseppe Romele, da tempo hanno avviato le operazioni per prendere il timone del partito. Con loro c'è sicuramente il coordinatore cittadino, Ettore Isacchini, ma non la base ex An, ancora vicina a Viviana Beccalossi e al consigliere regionale Mauro Parolini.
Prove di potere interno che rischiano di far saltare gli equilibri, già precari, della Loggia. Il primo nome dei dissidenti non fa paura, almeno in casa Paroli: si tratta di Giorgio Agnellini, fedelissimo di Gianni Prandini. A lui il sindaco ha già affidato la delega all'Expo e questo basterebbe per «ingessarlo». Discorso diverso, invece, per Giovanni Acri e Angelo Piovanelli, che avrebbero «mire più alte». Gli altri tre, da Mauro Mangoni a Gaetano Visconti senza dimenticare Roberto Toffoli, hanno condiviso la linea Acri, ma non l'hanno messa nero su bianco. Stessa storia per Nini Ferrari, già rientrata nei ranghi dopo un colloquio con Paroli. E oggi il Consiglio comunale dove Farina continuerà ad essere il capogruppo Pdl.

Giuseppe Spatola




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