Il web crea opportunità Le Pmi pronte al salto?

IL CONVEGNO. Tre diverse sessioni hanno approfondito i temi del momento, dal mobile al cloud
Una serie di casi aziendali per alfabetizzare i piccoli imprenditori Di Beretta il più interessante: con «iGun» seguirà la vita di un'arma ELIO TOMASONI
12/11/2011
Zoom Foto
Il web crea opportunità Le Pmi pronte al salto?

Dai telefonini alle nuvole. Dal «mobile» al «cloud» per dirlo col linguaggio della rete. Le Pmi bresciane si interrogano con interesse su quali prospettive può offrire internet al loro futuro. Ieri il «Summit2011», seconda edizione del convegno sulle applicazioni aziendali delle tecnologie web organizzato dall'Associazione industriale bresciana, ha rilanciato il dibattito locale che ormai gode di contributi mensili (oltre agli eventi dell'Aib ci sono quelli degli sviluppatori del gruppo Webdebs.org, il barcamp estivo Pane web e Salame di Uncle Pear e Viral Farm e il recente startup weekend). E l'interesse, di Brescia e degli imprenditori locali, è confermata dai 25 partecipanti, un 40% in più rispetto all'anno scorso (un terzo da fuori provincia), con almeno 150 aziende non del settore presenti. «Un segnale che il Csmt deve cogliere per supportare i percorsi di innovazione e trasferimento tecnologico», come ha detto il direttore del centro di via Branze, Elio Tomasoni, e che le aziende intervenute alle tre tavole rotonde (per lo più di grandi dimensioni) hanno cercato di assecondare cercando ad «alfabetizzare» le Pmi locali. Una partecipazione che spinge l'Aib a continuare ed intensificare la sua opera di rinnovamento e promozione del cambiamento, nonostante resistenze e culture antitetiche.
AL PRIMO POSTO per interesse riscosso (come testimoniato anche dai tweet in sala) il caso Beretta: «Da fornitori di singoli prodotti o gamme di prodotto - ha spiegato il direttore della divisione armi Riccardo Trichilo - ci siamo evoluti puntando a promuovere soluzioni di sistema, in cui le singole parti sistemizzate creino un valore aggiunto al cliente». L'utente di riferimento è il militare che deve essere «protetto per ben proteggere», anche attraverso un sistema trasparente di informazione e comunicazione. Il risultato finale si è concretizzato nell'adozione del sistema iGun (con la partecipazione di Csmt e Università di Brescia), una applicazione per il controllo e la sicurezza del territorio attraverso il monitoraggio dell'arma. Un sistema - che entro 35 mesi dovrà essere prototipato dopo aver vinto un bando di finanziamento - che rileva attraverso fondine bluetooth, gps e hotspot i movimenti e l'utilizzo dell'arma. In questo modo è immediatamente possibile conoscere una serie di informazioni sulla pistola stessa (dove si trova? che percorso ha fatto? quando e come ha sparato?) senza penalizzarne in alcun modo le performance principali.
L'utilità è evidente: di fatto lo si può paragonare in ambito armiero a quello che la scatola nera rappresenta per gli aerei. Un progetto che raccontato così sembrerebbe anche semplice, ma che per garantire invulnerabilità deve reinventare i protocolli d'accesso, che, banalizzando, significa creare una rete Internet indipendente da Internet. Tre le sfide principali: power management (gestire energia in pochissimo spazio), garantire la sicurezza dell'uso e delle informazioni (ancor più se rivolto ad un ente pubblico), miniaturizzare i sensori.
BERETTA ha dato sostanza alla sessione «Internet delle cose», dimostrando come la rete possa essere estesa al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti, permettendo ai dispositivi di collegarsi in rete distribuendo informazione. Le altre due sessioni si sono concentrate su modalità wireless e cloud (ovvero la gestione dati su server anzichè su singoli dispositivi, con la possibilità di gestirli in mobilità). Dario Melpignano della bresciana Neos, realtà che fu pioniera nel mondo Sap e che successivamente ha creato mob3c, una piattaforma per la creazione di applicazioni mobile sostiene che il cloud «sarà nelle prossime innovazioni aziendali quello che la supply chain (la gestione della catena di distribuzione) è stata in passato per il manifatturiero». Tra gli altri casi, Costa Crocere, Benetton, Sempla, Ericsson, introdotti da Alessandro Perego del Politecnico di Milano che parlando di processi aziendali ha sostenuto che «l'80% delle attività di tipo cartaceo sono eliminabili perchè a valore zero, con relativo risparmio proporzionale». Innovazioni a trecentosessanta gradi, insomma, dal rinnovamento dei processi alla comunicazione interna ed esterna, fino al miglioramento dei prodotti, anche se non tutti hanno saputo focalizzarsi sui risultati in modo da parlare dei benefici identificando come i loro modelli di business (ovvero come fare soldi) si stiano progressivamente evolvendo. Ora il mercato bresciano attende di scoprire quali saranno le prime Pmi capaci di affiancarsi a Beretta nella possibilità di raccontare il proprio caso di successo favorito dall'adozione dei nuovi approcci metodologici e di merito favoriti dalla rete.

Giovanni Armanini