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Cronaca

31.12.2011

Inpdap, manifesti come necrologi per l'addio dell'ente

PREVIDENZA. La cassa dei dipendenti pubblici
I cartelli esposti all'ingresso della sede di via Valle che verrà chiusa e venduta con l' annessione all'Inps

Il «necrologio» affisso sulle porte della sede di via Valle


 Il «necrologio» affisso sulle porte della sede di via Valle
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Il decreto Salva Italia non salva l'Inpdap, anzi l'affossa. E i dipendenti della sede di via Valle dichiarano lo stato di agitazione e usano toni da funerale per segnalare la cancellazione dell'ente che verrà incorporato nell'Inps. Lo fanno apponendo all'ingresso cartelli come quello pubblicato in queste fotografie. manifesti che sono veri e propri necrologi. «Improvvisamente si è spento l'Inpdap - si legge - disperati ne danno il triste annunzio pensionati, dipendenti inpdap, dipendenti pubblici tutti per la perdita di pensioni, buonuscita, prestiti, mutui, vacanze studio e borse di studio». E ironicamente conclude dicendo che le esequie muoveranno dalla casa dell'estinto, ovvero la sede di via Valle destinata alla vendita, e proseguiranno per la casa dell'Inps, ossia l'ente di via Benedetto Croce nel quale l'istituto di previdenza dei dipendenti pubblici dovrà confluire secondo l'articolo 21 del Dl 210 del 6 dicembre 2011, decreto che dovrebbe far disparmiare allo Stato circa 170milioni in tre anni.
MA CHE A parere dei dipendenti apre numerose incognite. Non si tratta infatti di una fusione con l'Inps, operazione che da molti anni torna regolarmente in voga, ma di una vera annessione. Il che mette a rischio molti servizi che erogava l'Inpdap in favore degli impiegati della pubblica amministrazione. «In particolare - dichiara un dirigente - non si sa che fine faranno le funzioni legate al welfare, ossia i prestiti agli iscritti e pensionati, i mutui ipotecari, le vacanze studio per figli degli iscritti e pensionati, i soggiorni climatici per gli anziani, le borse di studio, i master, l'assistenza domiciliare, le convenzioni con case di cura in caso di malattie degenerative ecc che vengono assicurate anche mediante il versamento mensile degli iscritti e dei pensionati al fondo credito». Così con l'abolizione dell'istituto, potrebbe non esserci alternativa al rivolgersi per queste funzioni alle banche e alle assicurazioni. L'unificazione porta incognite anche legate al fatto che saranno assimilati due sistemi previdenziali, il pubblico e il privato, che presentano diversità.
L'altra preoccupazione è quella relativa al fronte occupazionale. L'accorpamento mette posti di lavoro a rischio, soprattutto nelle fasce A e B le meno qualificate - sottolinea il dirigente ed esponente sindacale- Il decreto prevede infatti di ottenere risparmi dalla messa in mobilità di circa 700 dipendenti in ambito nazionale e un numero non ancora stimato nelle sede di Brescia. E.B.