E la «faida» del Carroccio divide piazza del Duomo a suon di fischi e slogan

23/01/2012
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L'assessore Silvia Razzi

MILANO Un grande striscione sul fondo di piazza Duomo ha provato a certificare la ritrovata unione all'interno della Lega: «Bossi sei tutti noi». Ma gli slogan dei militanti e dei cartelli esposti hanno mostrato anche un'altra realtà: «La Lega con Maroni fa fuori i cerchioni», si è letto su uno striscione di un gruppo di maroniani. «Noi padani siamo uniti ma guai a chi ci tradisce», avvertiva un altro striscione. E i militanti hanno voluto chiamare in causa anche il voto su Nicola Cosentino: «Maroni in Padania, Cosentino in Tanzania». Insomma, malgrado gli sforzi qualcuno ha preferito scrivere il malcontento nero su verde, mostrandolo orgoglioso al palco. E L'ORGOGLIO padano è tutto nelle parole del senatore Sandro Mazzatorta: «In Piazza Duomo a Milano ho visto una Lega che con il suo unico e indiscusso condottiero Umberto Bossi è più unita di prima e determinata a dare battaglia contro questo Governo che colpisce i poveri per dare ai ricchi». Ma la nota stonata dei fischi arrivati fino al palco non è piaciuta al vicepresidente dei senatori del Carroccio, Lorenzo Bodega, che ha parlato di «un gruppo di facinorosi che sventolavano la bandiera dei giovani padani, ma che tali non erano, semmai fascisti infiltrati, strumentalmente incitavano le persone a criticare Reguzzoni e incitare Maroni». Ma il popolo Padano e bresciano riunito sotto la Madonnina non si è lasciato ingannare dai «ragli d'asino» e come un accorato coro ha fatto risuonare nell'aria un unico nome: quello di Umberto Bossi. Certo, è innegabile che i fischi e il nome di Bobo Maroni sono riecheggiati per tutta la piazza, ma nel giorno della «pace» anche qualche voce fuori dal coro è stata tollerata. Ne sanno qualcosa dietro all'immenso palco della libertà, allestito nella notte per ospitare il discorso del senatur. Loro, non ci hanno fatto neppure caso. Come del resto anche i bresciani. «I fischi? Non li abbiamo sentiti - conferma Silvia Razzi, assessore provinciale al Turismo -. Il nome di Bossi ha coperto qualsiasi voce stonata. Ed è stato meglio così. In una giornata storica come quella che abbiamo vissuto era necessario dimostrare tutta la nostra coesione. Solo se si rema nella stessa direzione saremo in grado di ottenere qualche risultato. Chi vuole rompere il fronte padano deve capire che davanti si troverà la marea verde che ha invaso piazza Duomo sotto l'insegna di Bossi». Poche parole ma chiare, che fanno eco a quelle dei semplici iscritti che, senza distinzioni tra maroniani o bossiani, hanno un solo grande sogno: una Lega capace di ottenere l'autodeterminazione del popolo. Questa è la Lega pronta a gettare il cuore oltre l'ostacolo. Cerchisti e «barbari» non fa differenza quando si trova riparo sotto il grande «tetto del Nord». Parola di Umberto Bossi. GI.SPA.