I laici Pdl salgono in Akropolis «Diamo più voce alla base»

VERSO IL CONGRESSO. Presentata l'associazione politico-culturale nata a dicembre dalle ceneri degli «ex nicoliani»
Il presidente Cipani a testa bassa: «Abbiamo circa settemila iscritti» Di Mezza e Bettinsoli avvertono: «Candidato unico o in solitaria»
02/02/2012
Zoom Foto
Gli «amici» di Franco Nicoli Cristiani si sono ritrovati sotto le insegne dell'associazione «Akropolis»

Nella tradizione greca l'acropoli indicava la parte più alta di una città, la zona più «vicina agli Dei» che veniva costruita per ragioni difensive sulla sommità di un'altura e spesso cinta da mura. A essa si contrapponeva l'asty, la parte periferica in cui viveva il popolo. Al suo interno c'erano case, templi e l'agorà, la piazza principale. E DA IERI anche Brescia ha la sua Akropolis politica. Niente a che spartire con la Grecia, anche se l'associazione cultural-politica, nata per «dare seguito al lavoro e alla passione di Franco Nicoli Cristiani», sicuramente è destinata ad acuire la guerra di correnti che da mesi sta squassando il Pdl. Così gli «ex» Nicoliani (anche se i vertici dell'associazione hanno bandito il termine) si sono barricati dietro le mura di una ipotetica «città alta», dove i valori messi in campo sono quelli delle origini di Forza Italia. Sotto, aldilà dei fossati ideologici, l'asty è rappresentata dalle altre componenti Pdl, ex An e ciellini. E poco importa se l'agorà del congresso rischia di frammentare ulteriormente il partito dell'ex presidente del consiglio: a Brescia i laici «ex berluscones» fanno sul serio e pretendono una svolta «convinta e decisa». Schivando le questioni giudiziarie che hanno portato all'arresto di Franco Nicoli Cristiani, il portavoce dell'associazione, l'ex sindaco di Salò Gianpiero Cipani, ha scelto l'attacco come miglior arma di difesa. Nel mirino l'attuale coordinamento provinciale. «Esistono almeno 7mila i iscritti al Pdl che si riconoscono nella nostra corrente - ha affondato Cipani -, eppure non abbiamo la possibilità di accedere alla lista dei tesserati al per poter verificare i loro dati. Lo abbiamo chiesto a più riprese ma ci è stato risposto che per ragioni di privacy non è possibile stampare gli elenchi. La sensazione è che ci vogliano cancellare». Un attacco formale che, se non bastasse, è ulteriormente «caricato» nella mozione che i «Nicoliani» presenteranno nel corso del dibattito pre-congressuale del 19 febbraio. A proporla saranno Mariachiara Fornasari, consigliere comunale e vicepresidente di Akropolis, appoggiata dall'assessore al Bilancio, Fausto Di Mezza, e da decine di amministratori che hanno aderito alla corrente laica. LORO, che vorrebbero tornare allo spirito del 1994 e ai primi passi dell'era Berlusconi, chiedono a gran voce «di uscire dalla torre d'avorio in cui si è chiuso il Pdl, per tornare a confrontarsi con la base ». Non solo. L'attacco diretto all'attuale dirigenza è tutto in un passaggio del documento politico: «Chiediamo - si legge al punto "d" della mozione - che il coordinamento provinciale, dal coordinatore al direttivo, non sia la personale cinghia di trasmissione di qualche politico locale con Roma e Milano». Il riferimento è al ruolo di Viviana Beccalossi, onorevole vice coordinatore regionale e coordinatore uscente di Brescia. «Vorremmo - ha chiuso Cipani - che si recuperi la funzione di costruire e garantire i valori del partito sul territorio». L'obiettivo? Allargare la dialettica interna fino a proporre le primarie di partito per scegliere i candidati alle politiche e alle amministrative. «La consultazione tra gli iscritti - ha rimarcato Di Mezza - sarà imprescindibile sia per i parlamentari che per i candidati alle amministrative. E' inconcepibile aver organizzato decine di gazebo per far scegliere il nome del partito ai nostri iscritti e poi impedirgli di decidere da chi farsi rappresentare». Ma è stato Vigilio Bettinsoli a mettere il cappello finale con un diktat ben preciso: «Stiamo incontrando gli esponenti delle altre anime del partito per cercare di portarla in Congresso come mozione unitaria, altrimenti la presenteremo noi da soli». Se non si troverà un candidato unico, quelli di Akropolis sceglieranno la corsa solitaria. E il candidato? «Siamo in tanti - dicono - e il nome non è una priorità».

Giuseppe Spatola

© RIPRODUZIONE RISERVATA