Casa, patto lombardo per il nuovo Welfare
L'INTESA. Un decalogo che ha messo d'accordo 55 realtà attive nel sociale è stato sottoscritto ieri a Milano con la Regione, è il via ad una nuova strategia d'azioneSostegno agli affitti ma anche ai mutui per le giovani coppie: un sistema avanzato che guarda pure a promozione e sicurezza, ma resta il problema del sostanziale azzeramento dei trasferimenti MASSIMO BIANCHINI
Un inedito Patto per la casa, destinato a dare impulso e direzione alle politiche abitative per i prossimi anni. Lo hanno sottoscritto il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e l'assessore alla Casa Domenico Zambetti con tutti i soggetti pubblici, privati e del sociale - oltre 50 - che operano nel «mondo della casa»: istituzioni locali (sindaci dei capoluoghi di Provincia, Anci, Upl), sindacati (degli inquilini e confederali), associazioni dei costruttori, degli artigiani e delle banche, cooperative, categorie professionali come notai e architetti, mondo del volontariato e del non profit, prefetto di Milano. TRA I PRESENTI anche i bresciani Adriano Papa (Sunia Cgil): «Positivo che si metta in pista un rapporto privati-cooperative-istituzioni pubbliche assai innovativo, nei prossimi anni questo dovrebbe sopperire a ciò che il pubblico non è più in grado di assicurare in termini di edilizia sociale e pubblica». Tante luci e una enorme ombra che riguarda il sostanziale azzeramento dei trasferimenti in materia su cui purtroppo in questo momento non resta che tirare la cinghia con una smorfia che Papa esprime così: «C'è una debolezza nella riduzione di tutti gli stanziamenti per i soggetti più deboli: il fondo sociale affitto, quello per i licenziati». «L'aspetto migliore è la concertazione ampia che ha riguardato tutte le parti coinvolte nel problema casa - ha commentato l'assessore alla casa del Comune di Brescia - significa che c'è la buona volontà di tutti». Anche lui non dribbla il tema dei fondi: «La messa in pratica non sarà facile, rispetto al problema le cifre sono comunque esigue e vanno fatte fruttare al meglio. Brescia è confortata dal fatto che su molti aspetti siamo stati capaci di anticipare i tempi: i progetti sugli sfratti esecutivi andavano in questo senso, stiamo lavorando noi stessi da 3 mesi con tutte le parti». DIECI PUNTI. Il Patto si propone come un decalogo di impegni ineludibili (alcuni già in atto), per rispondere alla richiesta abitativa popolare secondo modalità all'altezza dei tempi. È stato messo a punto in un anno di serrato lavoro, di dialogo e di confronto con tutti i protagonisti e in tutti i territori della Lombardia. Il cosiddetto Welfare abitativo avrà a disposizione 12 milioni di euro per il sostegno agli affitti (erogati al proprietario che deve mantenere invariato il canone), 4,5 milioni per chi ha perso il posto o è stato sfrattato per morosità. Per l'acquisto di prima casa sarà previsto un abbattimento del 2 per cento dell'interesse sui mutui stipulati dalle giovani coppie. Per l'edilizia pubblica un piano di costruzione di 6.000 nuovi alloggi entro il 2015 e la riqualificazione di altri 4000 alloggi Aler esistenti, il riassetto di interi quartieri per garantire qualità di vita e sicurezza: ecco alcuni degli obiettivi principali del Patto. Potrà fare leva sul Fondo immobiliare che passerà da 220 milioni a 400. Ma oltre a questi interventi sarà varato il fondo risparmio energetico, lo sportello casa garantirà l'informazione sul territorio (Brescia è tra le città che lo hanno già sperimentato), i Comuni saranno incentivati a incrementare nei Pgt la disponibilità di alloggi sociali ed un patto con il mondo del volontariato è stato stretto per migliorare la sicurezza e di mediazione dei disagi. L'intesa è stata accolta con favore da tutti i sottoscrittori che, per alcuni aspetti, l'hanno definita «storica». In particolare è stata apprezzata la grande capacità di fare sistema e di convogliare attorno ad un unico tavolo 53 sigle. NUOVO WELFARE. «Il Patto - ha esordito il presidente Formigoni - rappresenta un sistema integrato di interventi che interessano quello che può essere considerato uno dei pilastri del welfare, messo a dura prova dalla difficile congiuntura economica: il tema della casa. Nasce da un confronto ampio, allargato a tutto il territorio lombardo. Un approccio nuovo, che invita a una maggior responsabilizzazione di ciascuno e rende possibile una moltiplicazione delle risorse grazie anche al lancio di strumenti come il Fondo immobiliare, che vanta già una dotazione di oltre 200 milioni di euro». Formigoni ha anche garantito che, anche per quanto riguarda il tema della casa, prosegue il confronto serrato con il Governo nazionale, sia attraverso la Conferenza Stato-Regioni, sia attraverso una interlocuzione diretta con l'esecutivo «per favorire misure agevolative sotto il profilo fiscale a favore dei proprietari di immobili destinati alla locazione e promuovendo l'attenzione dei Comuni per l'applicazione dell'IMU». «Questo perché - ha concluso - vogliamo essere attenti alle istanze di tutti i soggetti a dimostrazione del fatto che Regione Lombardia ha e continuerà ad avere un rapporto dialettico e propositivo con il Governo». L'assessore Zambetti ha sottolineato le necessità «di un'attenzione ferma e rigorosa ai bisogni della gente». «Il Patto - ha spiegato - individua nuove e più efficaci linee d'azione attraverso cui rispondere alle differenziate e specifiche esigenze abitative dei cittadini e vuole avere l'ambizione di rappresentare anche il contributo lombardo allo sviluppo di politiche nazionali per l'abitare».
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