Capra: «Brescia riscopra la sua vocazione smart»

03/02/2012

«Brescia è stata un modello di smart city prima ancora che l'Ue coniasse il termine. Una città intelligente che nel futuro deve ambire a tornare alla sua storica vocazione innovatrice». Lo ha detto Renzo Capra intervenendo nel dibattito su A2A aperto dalla Lega Nord e rispondendo anche all'economista Marco Vitale secondo cui il futuro territoriale dell'azienda starebbe nell'applicazione del protocollo Ue (dotato di 11 miliardi di euro nei prossimi 10 anni) sulle smart city (efficienza energetica, rinnovabili, infrastrutture tecnologiche). NELL'ULTIMA visita ufficiale a Brescia, in occasione della presentazione del suo libro sulla storia Asm aveva espresso preoccupazioni sulle prospettive di A2A. «Mi sembra che si faccia un po' alla riffa», aveva detto. Ma lui non ha smesso di credere nell'azienda: «Ho ancora tutte le azioni che avevo in portafoglio quando è stato interrotto il mio rapporto - ha rivelato - e sono una buona metà dei miei risparmi». Le idee di Vitale - tra i suoi più fermi oppositori sulla fusione Asm-Aem - «questa volta - per Capra - sono molto interessanti perchè il futuro dell'occidente si giocherà su servizi sempre più qualitativi e avanzati. Come la powerline di Selene: era la punta avanzata del futuro di una azienda il cui know how viene da lontano: i contatori elettronici a fine anni '90 furono una novità straordinaria, oggi sono normalità». E mentre la politica pensa al territorio evocando antichi fasti, due grandi vecchi del capitalismo municipale guardano all'Ue: «Vitale parla di smart city, io aggiungo la Roadmap 2050 che fa valutazioni su ricchezza, crescita e demografica prefigurando società sempre più eque e meno consumistiche». Cambieranno, secondo Capra, i termini di riferimento: «Il futuro sarà risparmioso, e per esserlo dovremo fare contare più i software (l'efficienza dei servizi) che gli hardware (strutture e infrastrutture): bisognerà ripartire dal buon uso delle cose».

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