Influenza, casi in forte aumento Il gelo non aiuta
MALATTIE STAGIONALI. Il bollettino dell'Istituto superiore di sanitàOltre 10mila bresciani avvertono i tipici sintomi Al pronto soccorso del Civile 15 accessi al giorno Marzollo: «Picco atteso dalla settimana prossima»
La curva epidemica continua la sua ascesa, segno che il «picco» dell'influenza non è lontano. E con l'arrivo del grande freddo si è registrata un'impennata dei contagi, come confermano i dati del bollettino Influnet dell'Istituto superiore di sanità, che attraverso 862 medici sentinella tiene sotto controllo la sindrome stagionale. L'ULTIMO BOLLETTINO, relativo alla settimana dal 23 al 29 gennaio, parla di un «sensibile aumento del livello dell'incidenza», pari a 8,66 casi per mille assistiti (secondo le stime nell'ultima settimana il numero degli italiani a letto con il virus è di 525 mila). In Lombardia l'incidenza influenzale è appena più bassa della media nazionale, pari a 8,44 casi per mille (le regioni più colpite sono le Marche e il Molise). A fare da traino nel contagio sono i più piccoli, in particolare i bambini da zero a quattro anni, che risultano la classe di età più colpita dal virus, con 25,83 casi per mille in Lombardia. L'influenza è particolarmente diffusa anche fra i ragazzini dai 5 ai 14 anni, con 16,95 casi ogni mille assistiti nella nostra Regione. Più protetti, invece, gli anziani: per gli over 65 l'incidenza scende a 2,27 casi per mille. La febbre alta con tosse, mal di testa, malessere e dolori osteo-articolari, ovvero i sintomi tipici dell'influenza, stanno importunando oltre 10 mila bresciani. Antidolorifici e antipiretici, pasti leggeri e se del caso un consulto col medico di base sembrano sufficienti, per ora, a non mandare nel panico chi è costretto a letto. Lo confermano i dati di accesso al Pronto soccorso dell'ospedale Civile, che per il momento restano sotto la soglia di attenzione. «Rispetto alle settimane passate c'è stato un incremento degli accessi per influenza, ma i numeri sono ancora gestibili, dal momento che si viaggia sui 15 casi al giorno», spiega il primario del Pronto soccorso dell'ospedale Civile, Paolo Marzollo. Il boom di 30-40 accessi al giorno, tipico del picco influenzale, non si è ancora registrato. È significativo notare, tuttavia, che gli arrivi in Pronto soccorso, numericamente contenuti, spiccano per la gravità dei pazienti: «Stiamo vedendo casi molto gravi, condizionati da patologie preesistenti, come diversi cronici con problematiche respiratorie e cardiovascolari che vengono riacutizzate con l'influenza», sottolinea il primario. In un caso il virus influenzale ha portato al decesso di un paziente già molto compromesso. I GIORNI DI “PICCO” degli accessi in Pronto soccorso sono quelli precedenti o successivi al week end, ovvero il venerdì e il lunedì. «Con la neve di questi giorni gli accessi sono più rallentati perché la gente fa più fatica a muoversi, e solo per i casi più seri opta per il Pronto soccorso. Ad aiutare è anche l'umidità di queste giornate che riduce le patologie respiratorio-allergiche - commenta Marzollo -. Ma dopo il gelo è facile prevedere un aumento dei casi, già dagli inizi della prossima settimana». Gli esperti, non a caso, preannunciano il picco della stagione influenzale intorno alla metà di febbraio: il termometro sotto zero di questi giorni non potrà che facilitare la vita al virus stagionale (che resiste molto bene nell'ambiente esterno in situazioni di bassa temperatura e umidità), favorendo la diffusione del contagio. L'influenza si trasmette per via aerea con tosse, starnuti e conversazioni ravvicinate; ha una fase di incubazione da 1 a 4 giorni, mentre il periodo di contagiosità inizia prima che si manifestino i primi sintomi e si prolunga per 3-5 giorni.
Lisa Cesco
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