«Fidatevi dei professionisti dell'emergenza»
L'APPELLO. Il vicecomandante provinciale dei vigili del fuoco e il direttore del «118» hanno rivendicato le proprie competenze a «RetroGusto»Il caso-Schettino resta l'eccezione La preparazione prima regola ANDREA TOSI
«La gente non deve fare l'errore di far ricadere l'incapacità di una sola persona su intere categorie di professionisti che ogni giorno salvano vite umane: gli specialisti del soccorso sanno cosa fare in caso di emergenza, sono addestrati per questo e il cittadino deve fidarsi di loro. Anzi, la prima cosa da fare in certi casi è proprio individuare un punto di riferimento sul campo, per ascoltarne e seguirne le direttive»: con tutto l'orgoglio dei vigili del fuoco, il vice-comandante provinciale Pier Nicola Dadone ha scavavato un solco profondo, l'altra sera, fra Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia, diventato tristemente famoso in tutto il mondo per aver abbandonato la sua nave che stava affondando, e tutti i professionisti e i volontari dell'emergenza che ogni giorno operano in Italia e in provincia di Brescia. Dadone lo ha fatto nel corso di «RetroGusto», il talkshow condotto da Marco Bencivenga su Brescia Punto Tv, per l'occasione dedicato alle grandi emergenze: dal caso-Concordia ai recenti terromoti avvertiti anche a Brescia al tragico scoppio della palazzina di via Franchi, in città. INSIEME AL NUMERO DUE dei vigili del fuoco bresciani, si sono seduti attorno alla «tavola delle parole» il direttore del servizio «118» Claudio Mare e due superstiti bresciani del naufragio avvenuto davanti all'isola del Giglio, i coniugi di Lonato Andrea Tosi e Francesca Paroni. E la conversazione è stata l'occasione per dispensare alcuni consigli utili in caso di emergenza, primo fra tutti l'importanza dell'organizzazione e del rispetto delle procedure anti-panico, nozioni troppo spesso ascoltate distrattamente, quando vengono impartite. «Quante volte siamo stati coinvolti nell'apprendimento di nozioni di base su come comportarsi in caso di emergenza, sull'aereo. a scuola o sul posto di lavoro? - ha chiesto Dadone -. Ebbene: la prima regola è fare tesoro delle direttive che ci vengono date, apprenderle e automatizzarle, perchè al momento giusto possono fare la differenza. Durante le ultime scosse di terremoto, per esempio, le scuole bresciane hanno dato prova di grande capacità organizzativa nel gestire un allarme con tante persone: il personale ha saputo come procedere all'evacuazione senza problema e senza generare panico negli studenti, Soprattutto, senza che nessuno si sia fatto male. E' stato un bel successo che fa capire come le esercitazioni non siano una perdita di tempo e come l'organizzazione sia sempre la chiave di tutto». Non sono mancati, da parte di Mare e Dadone alcuni suggerimenti e consigli utili per facilitare i soccorsi: «Quando ci si trova davati a un incendio o qualsiasi altra emergenza non bigona esitare a chiamare i numeri d'emergenza. nel caso dei vigili del fuoco il 115. E' meglio una telefonata tempestiva, che magari provoca un'uscita a vuoto degli agenti, che una tardiva che non ci permette di intervenire in tempo utile ad evitare tragici epilogi. Certo, al telefono bisogna cercare di dare quante più informazioni possibili per descrivere all'operatore in ascolto la gravità della situazione e il luogo in cui si sta verificando». MOLTO UTILE è anche una prassi consolidata all'estero, ma quasi sconosciuta in Italia: la registrazione sul proprio telefono mobile del numero cosidetto Ice: «E' un riferimento internazionale, che permette ai soccorritori di sapere subito che persona, familiare o amico, chiamare in caso di emergenza». Il che facilita il compito dei soccorritori, «ma evita anche a parenti e amici la pietosa ricerca di notizie con chiamate a tutti gli ospedali o i pronto soccorso della zona». SULLA PROPRIA PELLE hanno scoperto l'importanza di conoscere le procedure di emergenza Andrea Tosi e Francesca Paroni, due dei sette «naufraghi» bresciani della Costa Concordia: toccante il racconto in diretta delle ultime fasi della loro crociera. terminata sullo scoglio del Giglio: dalle iniziali, beffarde rassicurazioni dell'equipaggio della nave sul fatto che nulla di grave fosse successo alla corsa con i figli in braccio verso la scialuppa di salvataggio condotta da un cameriere, improvvisatosi salvatore. «Grazie a tutte le persone che ci hanno aiutato e ci hanno permesso di salvarci, ma è chiaro che quella notte qualcosa non ha funzionato», ha sottolineato Tosi. Una testimonianza molto forte, con un pensiero commosso alle vittime e un progetto per il futuro: tornare in crociera, perchè le navi sono sicure. E, in ogni caso, saper cosa fare e come muoversi nell'emergenza riduce i rischi quasi a zero.
Federica Malvicini
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