«Bonificare la cava Piccinelli O abbiamo pronto l'esposto»

AMBIENTE. I consiglieri regionale e provinciale e il coordinatore lanciano un nuovo allarme
L'Idv: «La vicenda va chiarita» Un'interrogazione al ministro Intanto, le prime analisi condotte dal Politecnico fanno ben sperare
04/02/2012
Zoom Foto
L'ex Cava Piccinelli sorge a Buffalora in un'area ad alto rischio

«Se entro trenta giorni la ex cava Piccinelli non verrà bonificata presenteremo un esposto alla magistratura per inadempienza ai doveri di tutela della salute pubblica e ambientale da parte delle Amministrazioni preposte». A LANCIARE LA PATATA «bollente» è il consigliere regionale dell'Italia dei Valori Francesco Patitucci che ieri mattina ha inviato una raccomandata di diffida e messa in mora ai principali responsabili di Regione, Provincia, Comune, Arpa, Asl e Prefettura di Brescia per chiedere che «intervengano presso il Comune ad assumere i necessari chiarimenti e documentazione relativa alla vicenda in questione, onde comprendere quali siano stati gli interventi di messa in sicurezza, caratterizzazione e bonifica eseguiti nel corso di questi anni - si legge nella diffida - e che dispongano ogni atto ritenuto necessario ed idoneo a garantire il raggiungimento dell'obbiettivo di tutela dell'ambiente, del patrimonio e della salute pubblica». Ma la diffida è solo l'ultima di una serie di richieste che, il consigliere Patitucci in Regione e il collega Luca Pellizzari in Provincia, hanno presentato per fare luce su una vicenda che presenta ancora molte ombre. La contaminazione da Cesio 137 nell'ex cava Piccinelli - hanno ricordato in una conferenza stampa - risale ancora al '99 quando l'Arpa rilevò la presenza di sostanze radioattive sui terreni dell'area. Da lì, il diktat dell'Asl di bonificare il sito, o comunque di metterlo in sicurezza per fare in modo che la radiottività non permeasse nel terreno raggiungendo la falda sottostante. L'intervento, seppur provvisorio, fu realizzato nello stesso anno dalla ditta Nucleco che posizionò teli impermeabili per arginare l'emergenza Cesio 137. I teli garantivano la preservazione della falda per un massimo di due anni. Oggi ne sono trascorsi tredici e i teli sono ancora lì, deteriorati. L'Arpa, in una relazione del giugno 2011, ha informato il Comune di Brescia del pericolo di contaminazione radioattiva della falda, dettata dal deterioramento dei teli protettivi e dall'innalzamento della falda acquifera di quattro metri. Un'eventualità che ha creato grossa preoccupazione anche tra gli abitanti della zona e i comitati ambientalisti, «perchè a poca distanza dal sito, nella direzione di scorrimento della falda, si trova un pozzo che fornisce l'acquedotto della città», sottolinea ancora il coordinatore provinciale dell'Italia dei Valori Salvatore Palmirani. E SE NON BASTASSERO le interrogazioni di Patitucci al Pirellone e quelle di Pelizzari al Broletto, a breve il caso «cesio 137» dell'ex cava Piccinelli potrebbe finire sulla scrivania del ministro dell'Ambiente Corrado Clini. L'occasione sarà a quanto si è appreso un interrogazione che verrà presentata dall'onorevole dell'Idv Sergio Piffari nei prossimi giorni. E' notizia di qualche giorno fa, invece, il risultato negativo delle prime analisi condotte dal Politecnico di Milano per conto di A2A sul pozzo di Buffalora, che sembrano non aver riscontrato alcuna radioattività nell'acqua di falda. Una buona notizia, alla quale però i consiglieri provinciali del Partito Democratico hanno voluto far seguire comunque un'interrogazione indirizzata al presidente della Provincia Daniele Molgora per chiedere «una relazione in merito all'ipotesi di contaminazione radioattiva della falda o di pozzi che alimentano l'acquedotto - e inoltre - quali sono le indagini e i risultati delle criticità emerse». Una richiesta comprensibile, soprattutto se si considera che il progetto di realizzazione della Cittadella dello Sport previsto dal Comune di Brescia includerebbe anche il terreno contaminato della cava. COPYRIGHT

Elisabetta Bentivoglio