Gara di solidarietà per aiutare i clochard a superare la notte
ALL'ADDIACCIO. Il Comune ha recuperato 20 posti letto e i Guardian Angel regalano coperteIl crollo delle temperature ha imposto nuovi piani Maione conferma gli sforzi: «Potenziati tutti i servizi» DIEGO DE FRANCESCHI
Dieci gradi sotto zero sono molti, troppi. Soprattutto per chi non ha una casa dove andare o un uscio a cui bussare. Soprattutto per chi resta là fuori, avvolto in una coperta all'angolo di una strada, nascosto da un cartone sotto gli occhi increduli e impietosi di chi gli passa accanto senza neppure rallentare. Il freddo non guarda in faccia nessuno, tanto meno i senza tetto, vittime inconsapevoli di un inverno che troppe volte ha il sapore di una sconfitta. Ma non per Brescia, dove da giorni ormai ci si prepara all'ondata siberiana che da questa notte e sino a lunedì colpirà la città e la provincia rendendo ancor più indispensabile dare un rifugio e un letto a chi non ce l'ha. «Ci siamo organizzati e già da ieri abbiamo attivato un nuovo punto di accoglienza in un locale messo a disposizione dalla parrocchia del Duomo proprio accanto al dormitorio San Vincenzo» spiega l'assessore ai Servizi Sociali Giorgio Maione che sottolinea l'importanza di ulteriori 20 posti letto in aggiunta ai 200 già esistenti nelle strutture comunali (il dormitorio di via Marchetti e Casa San Martino) e in quelle del privato sociale (l'istituto San Vincenzo e l'asilo notturno San Riccardo Pampuri Fatebenefratelli). Posti che come era prevedibile costituiscono un punto di riferimento unico e preziosissimo per quel mare magnum di invisibili che affollano le nostre strade e le nostre piazze, persone di ogni età e nazionalità, ormai sempre più numerose. «CHI PENSA che i senza tetto siano tutti stranieri si sbaglia» racconta il coordinatore cittadino dei «City Angels» Diego De Franceschi che ogni sera insieme ai colleghi presidia le strade della città per dare qualche coperta, un paio di calze o un po' di sostegno a coloro che vivono in strada. E che torna a ribadire che «ormai sono sempre più numerose le persone che sono costrette a fare questa vita non per scelta ma perché non hanno i mezzi per mantenersi, perché hanno perso il lavoro o sono stati allontanati dalla famiglia». Insomma, tra i clochard ormai ci sono anche tanti di quei nuovi poveri di cui molto si parla, persone che arrivano dalla provincia alla ricerca di qualcosa di meglio e trascorrono le loro giornate all'agghiaccio per poi cercare disperatamente riparo in qualche centro di accoglienza o sui vagoni dei treni parcheggiati alla stazione. Una consuetudine ormai per molti, esattamente come quella di recarsi al Freccia Rossa per godere di un po' di calore durante il giorno «perché - aggiunge De Franceschi - l'emergenza non è solo quella di addormentarsi rischiando di non rivedere la luce del sole l'indomani ma anche quella di far passare le dodici ore del giorno quando ci sono temperature che spaziano tra i -4 ai - 9 gradi». Ed ecco allora che tutto può servire: una sciarpa, un paio di guanti, un maglione. O le coperte: 50, nuove di zecca, quelle che da questa mattina i volontari dei «Guardian Angel» distribuiranno in città grazie alla generosità del titolare della tintoria Lombarda di Barbariga, un gesto di solidarietà in più. Persone senza documenti, spaventate, che si vergognano di come sono diventate. Comunque persone, a cui anche una semplice coperta in più può davvero salvare la vita. COPYRIGHT
Angela Dessì
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