Resta un punto critico: l'imbuto a Castenedolo

LE CRITICITÀ. Pericolo code sulla bretella a una corsia che dalla Goitese porta a Brescia est
Il problema è stato fatto notare alle istituzioni durante la presentazione Intanto la «Centro Padane» rimane con la concessione «temporanea»
04/02/2012
Zoom Foto
Al tavolo dell'inaugurazione erano presenti ieri tutti i rappresentanti «tecnici» e politici SERVIZIO FOTOLIVE

Risolto un problema, ne spuntano altri. La prima tratta della Corda Molle è fatta e finita, e già oggi i bresciani potranno viaggiare gratis su una vera e propria autostrada che si snoda intorno a Brescia intercettando tutta la viabilità che parte a raggiera dal capoluogo. Sempre da oggi, però, si prevedono già code all'estremità est, dove le tre corsie per senso di marcia finiranno nell'unica carreggiata della bretella che dalla Goitese (ex Statale 236 per Mantova) porta al casello di Brescia Est sulla A4 e alla tangenziale Sud. Il problema è stato sollevato da tutti, ieri al taglio del nastro del nuovo raccordo autostradale. Ma le speranze di vedere adeguata quella manciata di chilometri a una sola corsia per direzione in tempi utili sono molto scarse. Portare quel tratto a condizioni autostradali come la Corda Molle richiede una spesa di 31 milioni di euro, più altri 36 per lo svincolo. Il problema è che tutto è in capo a Serenissima, che tuttavia non ha l'opera inserita nella sua concessione. Ieri l'assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo lo ha detto chiaro: «Non ci sono e bisogna convincere il Cipe a metterceli». CHE A CASTENEDOLO rischi di crearsi un imbuto di proporzioni insostenibili, soprattutto con l'apertura al traffico di Brebemi l'anno prossimo, è un allarme lanciato da tempo anche dall'ex assessore provinciale ai Lavori pubblici Mauro Parolini, che ieri è tornato a ripetere la «totale inadeguatezza dell'uscita a Brescia est». Ma il presidente del Broletto Daniele Molgora non è molto ottimista. «Gli azionisti bresciani di Serenissima sono attenti al problema - assicura il deputato leghista - e auspico che una soluzione venga trovata. Dobbiamo spiegare bene alla Società Brescia-Padova che quella è l'opera più importante che deve fare in territorio bresciano ma non penso che sarà pronta prima di cinque anni». Non è il solo problema rimbalzato sulla cerimonia del taglio del nastro di ieri. D'altronde gli interlocutori giusti c'erano tutti, dal presidente Aiscat (l'associazione delle concessionarie autostradali) Fabrizio Palenzona al direttore generale Anas Stefano Granati, ad Augusto Galli presidente di Centropadane su cui pende la spada di Damocle di una concessione scaduta dal 30 settembre scorso. Il che è un grosso problema per una società che - lo hanno riconosciuto tutti - costituisce un patrimonio prezioso per il territorio con la sua capacità di investire in stretto coordinamento con gli enti locali. Ora Centropadane è in regime di «prorogatio tecnica» di sei mesi in sei mesi fino al 30 settembre del 2013 al massimo. Il suo destino è incerto e il rischio che il know-how accumulato in 40 anni venga disperso è reale. Ieri Granati ha ripetuto senza mezzi termini che le opzioni sul tavolo sono due: che si vada in gara, e Centro padane competerà coi i concorrenti, o che la concessione finisca nelle mani di Anas, anch'essa al centro di una radicale trasformazione. La società delle strade finora è stata nello stesso tempo concedente e concessionaria. A breve il primo compito verrà trasferito alla nascitura Agenzia per le strade del ministero delle Infrastrutture, a capo della quale - come ha sottolineato ieri Granati - è già stato designato l'attuale presidente del Consiglio di Stato Pasquale De Lise. IL PUNTO è che l'Agenzia, che sarà operativa entro il 31 luglio prossimo, potrebbe decidere di affidare la concessione ad Anas. Un'eventualità che nessuno mostra di gradire molto, primo fra tutti Palenzona che nella sua appassionata difesa del sistema delle concessioni chiede di mettere Centropadane «in condizione di gareggiare per poter continuare a fare il suo mestiere, o lasciare il passo ad altri se ce ne sono di più bravi». Ma a decidere non sarà più Anas, e il direttore dell'Ispettorato di vigilanza sulle concessioni autostradali, l'architetto Mauro Coletta che pure era presente ieri, rifiuta di fare qualsiasi dichiarazione in merito. A porre gli altri problemi della viabilità bresciana, poi, è l'assessore Cattaneo con un intervento molto circostanziato. L'assessore rimette sul tavolo il problema Valtrompia, «prioritario da 17 anni». E torna a parlare della bretella. «Almeno il tratto Concesio-Sarezzo è già in capo ad Anas - sottolinea l'assessore -, è autofinanziato da Serenissima con 250 milioni pronti da spendere che invece restano fermi». Anche sul completamento della Corda Molle da Ospitaletto ad Azzano Mella «ci sono stati rallentamenti per difficoltà di Anas - sottolinea Cattaneo -, ma vogliamo che l'impasse si risolva al più presto e in modo definitivo, perchè non possiamo permetterci che Brebemi arrivi senza aver completato il raccordo». Entro la fine dell'anno prossimo il traffico dalla Valtrompia dovrà avere un'alternativa alla A4 per l'aeroporto di Montichiari. Ma alla viabilità bresciana mancano ancora diversi tasselli, e mandarli a posto non sarà per niente facile. MI.VA.