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Cronaca

09.09.2012

Zombie per le vie della città Ma soltanto per un «gioco»

L'APPUNTAMENTO. Un centinaio alla «Zombie Walk», la camminata organizzata grazie al programma «Pro Gamers»
Veronica: «Truccarmi? Non sapevo come, mi hanno aiutato» Jennifer: «È giusto dare spazio anche ad iniziative diverse»

Ha suscitato parecchia curiosità l'«invasione» sotto i portici dei giovani della «Zombie Walk»

Ha suscitato parecchia curiosità l'«invasione»  sotto i portici dei giovani della «Zombie Walk»
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Gli zombie hanno invaso la città. Per gioco, s'intende, ma Brescia, ieri pomeriggio, è stata il palcoscenico di uno spettacolo raccapricciante e sanguinolento. Un corteo di giovani spose malconce, suore sfregiate in viso, uomini ingobbiti con gli abiti insanguinati, dottori e dottoresse con camici strappati e i volti dilaniati da ferite di ogni genere. Una moltitudine tenuta a bada dai neri soldati dell'«Umbrella Corporation», l'impresa protagonista delle vicende inserite nel videogame Resident Evil. UN CENTINAIO i giovani, per la maggior parte sotto i trent'anni, hanno preso parte alla «Zombie Walk», la camminata nata oltre oceano e organizzata grazie al programma «Pro Gamers», fondato dal ventottenne David Materozzi. «L'idea è quella di impersonare i personaggi preferiti di film, fumetti o videogames» spiega Materozzi, che ha partecipato alla manifestazione vestendo i panni di uno dei soldati della «Umbrella», con il compito appunto di contenere l'invasione degli zombie, la cui creazione si deve, nel videogame da cui l'iniziativa prende spunto, alla diffusione di un virus. Tra gli intenti degli organizzatori l'esaltazione dell'aspetto ludico, come nei giochi di ruolo, e l'aggregazione sociale dal vivo, che permette ai tanti appassionati di videogame e fumetti di superare la barriera dello schermo della tv o del pc e di incontrarsi e scambiarsi opinioni. I PARTECIPANTI alla «Zombie Walk» si sono ritrovati, a partire dal primo pomeriggio, al Parco Gallo di via Cefalonia, dove si sono dati da fare per trucco e parrucco. «Non sapevo come truccarmi, ma qui ho trovato delle ragazze che mi hanno aiutato» racconta la bella Veronica Zaffalon, 19 anni, che ha deciso di partecipare all'iniziativa per trascorrere un pomeriggio diverso dal solito e poter condividere, con gli altri, un momento di ilarità e il desiderio, forse, di sconfiggere alcuni pregiudizi. «A volte c'è una sorta di paura per ciò che non è usuale, ma è giusto dare spazio a iniziative nuove e diverse» sottolinea Jennifer Guerra, 17 anni, che ripete quest'anno l'esperienza, positiva, del 2011 e sa già che anche in questa «Zombie Walk» la profonda ferita del suo viso incorniciato dal velo di una sposa spaventerà qualche bambino e farà ribrezzo a qualche adulto. Ma non è la sola a rendere spaventosa quest'iniziativa che ha portato gli zombie fino al cuore del centro storico. È il sangue a rendere più realistica e orribile la parata di zombie. Tra questi c'è la giovanissima Emma Scaglia: è una dentista impazzita e completamente ricoperta di sangue. «Il sangue è realizzato con cioccolato e colorante alimentare» spiega Giovanni Ballarini, che ha scelto di essere «lo zombie più famoso della storia», ovvero Gesù. COPYRIGHT


Federica Pizzuto

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