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Cronaca

31.05.2013

«L'età del rame» piace a undicimila visitatori

IL BILANCIO. Successo per la mostra ospitata dal Museo diocesano
Le origini della metallurgia ma anche una perfetta copia di Ötzi, l'«uomo venuto dal ghiaccio»

Rampinelli Rota, Brassesco Pace, Gramignola, Conti e Mantovani

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Andare alla scoperta delle origini della metallurgia, indagare le antiche manifestazioni del sacro, osservare da vicino una copia perfetta di Ötzi, la celebre mummia dell'uomo venuto dal ghiaccio: è la triplice insolita esperienza proposta dalla mostra «L'età del Rame. La pianura padana e le Alpi al tempo di Ötzi», che ha saputo conquistare oltre 11 mila visitatori. Si è chiusa dunque con un lusinghiero bilancio finale l'esposizione ospitata dal Museo Diocesano per tre mesi e mezzo (da fine gennaio allo scorso 15 maggio) e promossa da un apposito Comitato organizzatore presieduto dal prefetto Narcisa Brassesco Pace, in partnership con la Fondazione Cab e con il supporto di diverse aziende del territorio. SU 11 MILA visitatori complessivi quasi 4 mila sono stati alunni delle scuole, provenienti dalle più diverse parti d'Italia (le scuole erano ammesse gratuitamente alla mostra). «L'esposizione è stata una bella avventura che ha consentito di restituire, attraverso l'approfondimento di questa parte di storia, una componente essenziale del cammino dell'uomo», sottolinea il prefetto Brassesco Pace, affiancata da Pierangelo Gramignola della Fondazione Cab, ricordando che del budget (oltre 242 mila euro) raccolto fra partner e sponsor a copertura dei costi, un piccolo avanzo è rimasto e verrà custodito per una seconda occasione di approfondimento. «ABBIAMO POTUTO contare su 30 enti prestatori e sulla collaborazione di tanti studiosi provenienti da tutta Europa, che con i loro contributi scientifici hanno consentito di dar vita a un volume-catalogo che sarà determinante per la storia dell'età del rame", sottolinea Raffaele C. De Marinis, massimo esperto degli studi in materia e presidente del Comitato scientifico. La mostra ha consentito di analizzare nuove scoperte che hanno arricchito le conoscenze su questa età preistorica, e di dare una rinnovata lettura di vecchi rinvenimenti, come quelli della necropoli di Remedello. L'età del Rame, infatti, rappresenta un importante periodo di snodo per l'evoluzione umana, in cui sono stati inventati l'aratro, la ruota e il carro a quattro ruote, è iniziato l'aggiogamento degli animali per la trazione, si è sviluppata la metallurgia del rame e le prime forme di allevamento del bestiame. «LE MOSTRE pongono domande, ma forniscono anche risposte - osserva Angelo Rampinelli Rota, consigliere della Fondazione Cab e appassionato di archeologia che ha avuto l'idea dell'esposizione -. In questo caso sono emerse evidenze affascinanti, come il senso del sacro legato a quell'età preistorica, o il significato del celebre vaso campaniforme, che non è più così misterioso perché ne è stata svelata la finalità liturgica». Partendo proprio da queste suggestioni si sta già ragionando su un secondo step del progetto, da sviluppare il prossimo anno con un grande congresso europeo, che faccia capo a Brescia ed esplori la diffusione in varie parti d'Europa del vaso campaniforme e il suo legame con il mondo megalitico.


Lisa Cesco

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