In piazza della Loggia Miss Padania divide
L'EVENTO. Ieri sera il concorso di bellezza: polemiche tra l'opposizione per il patrocinio del Comune di BresciaLa questione sarà al centro del prossimo Consiglio Castelletti: «È un utilizzo privatistico del Comune»
La selezione di Miss Padania patrocinata dalla Loggia e ospitata nella più bella piazza della cittàFOTOLIVE
Un luogo «sacro» come piazza Loggia, il concorso di miss Padania, un patrocinio comunale inaspettato che fa capolino sull'invito vergato di verde: tanto è bastato per sollevare indignazione e proteste da parte dei gruppi consiliari di opposizione in Loggia, che hanno depositato due interrogazioni da discutere in Consiglio.
Tutto è iniziato quando i consiglieri si sono visti recapitare l'invito per la festa di apertura del concorso di Miss Padania, che si è svolta ieri sera (venerdì) in piazza Loggia. L'invito evidenziava il patrocinio del Comune di Brescia con il relativo logo, senza però indicare le associazioni promotrici dell'evento, ma riportando solo nella parte finale il nome del vice sindaco Rolfi.
«La vicenda è grave nelle modalità e nei contenuti, che il Comune dia il patrocinio per una festa come Miss Padania è totalmente anomalo, dal '46 ad oggi il patrocinio dell'amministrazione comunale è sempre stato concesso con oculatezza, per eventi di natura sociale o istituzionale in cui l'intera città si riconosce, e non per ragioni faziose come in questo caso», dice il capogruppo del Pd Emilio del Bono, evidenziando come per i patrocini esista un preciso regolamento comunale, che prevede la richiesta al sindaco, presentata al Protocollo generale con la descrizione dell'iniziativa, un dettagliato piano finanziario dell'evento e la sottoscrizione del richiedente o del legale rappresentante dell'ente organizzatore.
«Nel caso di Miss Padania un soggetto organizzatore non figura prosegue Del Bono -, c'è solo il nome del vice sindaco, e non si capisce chi abbia presentato l'istanza di patrocinio: se il vice sindaco si sia arrogato il potere di organizzare e patrocinare la manifestazione, o se l'abbia fatto la Lega, un inedito assoluto perché non è mai accaduto che un patrocinio istituzionale venisse affiancato a un simbolo di partito, oppure se il richiedente sia un altro soggetto». Per fare chiarezza i gruppi di opposizione hanno chiesto l'accesso agli atti, e sono intenzionati «ad andare fino in fondo», perché il rischio è che «in modo sfrontato e senza pudore si utilizzi il Comune come proprietà privata, quando il simbolo della municipalità deve essere patrimonio collettivo», osserva il capogruppo Pd, affiancato dal consigliere Federico Manzoni, che sottolinea come l'invito sia stato spedito con buste del Comune, «e recapitato anche a militanti leghisti che non sono consiglieri in Loggia».
CONCORDI su questa linea anche Laura Castelletti, capogruppo di "Laura Castelletti Sindaco" e Donatella Albini del "La Sinistra L'arcobaleno", che a suo tempo ricorda di aver chiesto subito l'accesso agli atti, non concesso. «Questo episodio è una spia pericolosa di un utilizzo privatistico del Comune, e del disprezzo per le regole della politica e il rispetto per le donne, che la dicono lunga su cosa significa oggi far politica da parte della Lega», dice Albini.
Castelletti ricorda che la data iniziale del concorso era stata fissata il 29 maggio, subito dopo l'anniversario della strage, data poi spostata per le critiche sollevate sulla non opportunità della scelta: «Piazza Loggia è un luogo di storia e memoria della città, qui si tratta di una festa di partito, una festa solo per alcuni: il rispetto di regole e metodo sono importanti, è opportuno segnalare per tempo questi problemi, perché rischiano di diventare più complessi e andare fuori controllo».
Lisa Cesco
Lisa Cesco
