Picchia moglie e figlia e le minaccia di morte In carcere pakistano

27/09/2009
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I figli, vittime di drammi familiari

Una moglie troppo occidentale. Sarebbe stato questo il motivo che in più occasioni ha generato litigi violenti in una famiglia che vive a Sarezzo. Il paese è tristemente noto per la tragica fine di Hina, la ragazza pakistana uccisa dal padre con la complicità di alcuni familiari. E anche in questo caso protagonista è un pakistano, M.A., di 49 anni. I carabinieri hanno arrestato il 49enne per maltrattamenti in famiglia e violenze psicologiche con l'aggravante delle minacce di morte.
La moglie ha avuto il coraggio di denunciare il marito. Si è presentata all'ospedale coperta di lividi, con lei anche la figlia di nove anni. Anche la bambina era malconcia, la rabbia del padre non aveva risparmiato neppure lei. Mamma e figlia sono state giudicate guaribili in otto giorni.
LA DONNA, che ha 42 anni, ha raccontato ai carabinieri di essere stata picchiata dal marito e di essere stata anche minacciata di morte con un grosso coltello da cucina. Minacce di morte che sarebbero state rivolte anche alla bambina che era intervenuta in difesa della mamma.
La situazione è stata attentamente valutata dalla magistratura e dai carabinieri della Compagnia di Gardone Valtrompia. Gli investigatori sono riusciti ad appurare che il racconto della donna si basava su elementi concreti e anche i vicini hanno confermato i frequenti litigi nella famiglia. I carabinieri, quindi, hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia il pakistano che si trova rinchiuso nel carcere di Canton Mombello in attesa del processo. L'uomo rischia una condanna a parecchi anni di carcere, ma essendo incensurato presto potrebbe essere scarcerato ottenendo una misura alternativa alla detenzione in istituto di pena. In tal caso l'uomo potrebbe trovare ospitalità da un connazionale, perchè è escluso che il giudice gli consenta di tornare nella casa dove vivono la moglie e la figlioletta.F.MO.