Dorian Gray, eterna giovinezza anche sul grande schermo
CINEMA/1. Da venerdì, diretta da Oliver Parker, una nuova «versione» dal romanzo di WildeInnesti hollywoodiani e atmosfere neogotiche. Eccellente il cast
Dorian Gray, figlio del genio letterario di Oscar Wilde e protagonista del suo unico romanzo (1890) festeggerà, venerdì, la ventesima riduzione cinematografica. Una longeva carriera sullo schermo, iniziata nel 1910 con «Dorian Grays Portræt» di Axel Strøm e proseguita in tanti formati diversi, dalla fiction televisiva alla telenovela sudamericana. La versione in arrivo nel weekend conserva, dell'originale, l'ambientazione vittoriana londinese e l'atmosfera da horror gotico, ma scambia le suggestioni faustiane per una più prosaica struttura hollywoodiana.
Wilde, ispirato dagli eccessi edonisti di Joris-Karl Huysmans e del suo «À rebours», alludeva alle perversioni del suo protagonista in un ribollire di violento erotismo. Il regista inglese Oliver Parker, al suo terzo incontro con lo scrittore irlandese, dopo «Un marito ideale» (1999) e «L'importanza di chiamarsi Ernest» (2002), guarda oltreoceano e, lavorando su uno script troppo mite di Toby Finlay, punta al pubblico adolescenziale. Non sembrano esserci altre ragioni per scritturare nel ruolo di Dorian il prestante Ben Barnes, che in pochi ricorderanno indossare l'armatura del Principe Caspian nel secondo «Croniche di Narnia». Un bohèmien che farà battere qualche cuore liceale ma che non ha ancora i mezzi espressivi per convogliare la spinta debosciata e nichilista del personaggio. Per fortuna al suo fianco c'è una vecchia volpe : quel Colin Firth venuto alla ribalta grazie a «Bridget Jones», in grado di convincere nel dramma, nella commedia e nell'azione.
Il cast femminile conta Rebecca Hall (era Vicky in «Vicky Cristina Barcelona» di Woody Allen), Rachel Hurd - Wood (oggi diciannovenne, fu una splendida Wendy nel «Peter Pan» di P.J. Hogan) e la dimenticata Bond Girl Maryam D'Abo (mozzava il fiato in «007 zona pericolo»).
La storia è conosciuta, anche se i produttori si sono presi qualche libertà. L'ingenuo Dorian arriva a Londra, dove viene travolto dalle attenzioni di Lord Henry Wotton (Firth), intenzionato a fargli assaggiare i frutti più proibiti della città. Un pittore amico di Wotton, Basil Hallward, ritrae Dorian, celebrandone la giovinezza e la bellezza. Il ragazzo s'invaghisce di un'attrice: Sibyl (Hurd) e le propone il matrimonio ma viene convinto da Wotton a non avere figli perché "sono l'inizio della fine". Il fidanzamento è infranto e la ragazza si suicida. Questo lancia Dorian in una spirale sempre più vorticosa di eccessi. È in quel momento che si accorge che il ritratto invecchia e subisce le corruzioni fisiche del vizio al posto suo. Un incontro - scontro col pittore ne porta all'assassinio. Passano gli anni, Dorian lascia l'Inghilterra e gira il mondo. Al suo ritorno, sempre giovanissimo nell'aspetto, perde la testa per Emily (Hall) la figlia di Lord Wotton, ma il vecchio non è disposto a lasciarla cadere tra le braccia del suo ex pupillo.
Adamo Dagradi
Adamo Dagradi
