Banca Romana, scandali che il potere insabbiò

TV. Oggi e domani su Raiuno il colossale caso di corruzione che sconvolse l'Italia di fine '800
Per coprire un «buco» finanziario l'istituto di credito stampò soldi falsi. Nel cast Beppe Fiorello, Lando Buzzanca e Andrea Osvart
17/01/2010
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Beppe Fiorello interpreta un giornalista siciliano

Un racconto moderno, uno specchio del passato in cui in qualche modo possiamo riconoscerci anche oggi. La miniserie Lo scandalo della Banca Romana con Beppe Fiorello e Andrea Osvart per la regia di Stefano Reali, oggi e domani in prima serata su Raiuno, riporta all'attenzione la corruzione politico finanziaria nell'Italia di fine Ottocento che non sembra poi tanto diversa da quella attuale.
«Mi piacciono molto questi personaggi, mi assomigliano un po' e credo un po' a tutti in qualche modo. Non sapevo nulla - racconta Beppe Fiorello - dello scandalo della Banca Romana come è accaduto con Il cuore nel pozzo per le foibe. Grazie al mio lavoro scopro tante cose che non ho studiato prima. Mi ha incuriosito questo fatto che mi sembra un racconto moderno, un dramma attuale, fotocopia di quello che è accaduto qualche anno fa in America, a Wall Street. Un fatto di cronaca moderna vestito da Ottocento». In questa vicenda realmente accaduta tra il 1889 e il 1893 entrano personaggi di fantasia come il giornalista siciliano Mattia che viene a Roma animato dai più sani valori e poi si lascia corrompere per cercare di tornar infine all'onestà, interpretato da Fiorello.
In questo senso il regista Stefano Reali ha parlato di «romanzo di formazione» per questa serie girata fra l'altro nelle piazze di Spagna, del Pantheon e di Pietra, a Roma. «Luoghi dove di solito le fiction non arrivano» ha spiegato lo sceneggiatore Andrea Purgatori, autore anche del soggetto con Luigi Calderone e di Laura Ippoliti. La miniserie, coprodotta da Rai Fiction e Albatross Entertainement, da un'idea di Alessandro Jacchia, vede nel cast anche Vincent Perez, nella parte di Clemente Claudet, il direttore del grande giornale in cui lavora Mattia, e Lando Buzzanca nel ruolo del governatore della Banca d'Italia, Bernardo Tanlongo che si rivela un grande corruttore. Emblematica, spiega Buzzanca, «l'ultima frase che Tanlongo dice al commissario: "io ho dato soldi pure a Sua Maestà il re". Questo era l'andazzo - si chiede - o continua a essere l'andazzo?».
Fiorello ironizza poi sugli ascolti della miniserie che andrà contro Amici di Maria De Filippi e Grande Fratello 10: «Ma che ci frega a noi degli ascolti? Abbiamo fatto un prodotto formidabile, la cosa importante è l'impegno. Meglio il 30% di share con una cavolata o il 15% con una cosa importante?».
Nello scandalo della Banca Romana che, dopo il fallimento di alcune banche della capitale degenerò in una vera e propria crisi della moralità politica, c'è una linea sentimentale molto forte che vede protagonisti la bella cantante Renata (Osvart) e Mattia. «Le persone dovrebbero avere il coraggio di andare controcorrente» dice la Osvart. «La Rai su questo tema aveva già fatto una fiction storica nel 1977 - ha spiegato il direttore di Rai Fiction, Fabrizio Del Noce - in bianco e nero, sulla figura di Bernardo Tanlongo. Non aveva quel tocco di melò e sentimentalismo dell'attuale in cui diversi filoni di lettura si intersecano perfettamente. Il nesso logico è che al mondo nulla cambia».
«Abbiamo cercato di raccontare il passato come fosse l'oggi« ha spiegato il produttore Alessandro Jacchia.