Storie di infanzia e adolescenza raccontate da Marco Paolini
LUMEZZANE. Stasera e domani al teatro Odeon «La macchina del capo», tratto dagli «Album» dell'attore-autoreUno spaccato di un'Italia di periferia, in cui il protagonista è un bambino alle prese con il difficile mestiere di «crescere»
Lo hanno definito «l'ultimo bardo delle veglie contadine». Il suo teatro di narrazione possiede la polpa buona del romanzo popolare. Con «La macchina del capo» ritorna al Teatro Odeon di Lumezzane Marco Paolini con due serate-evento nell'ambito del cartellone promosso dall'assessorato alla Cultura del Comune. Lo spettacolo è in programma stasera (tutto esaurito) e replica domani mercoledì 24 (pochissimi posti disponibili).
«La macchina del capo», trasmesso in televisione da La7 la sera di Capodanno del 2009 (fu un leggendario picco d'ascolti per quella rete: oltre un milione di spettatori) prende vita dagli «Album», i famosi racconti teatrali di Paolini costruiti lungo un arco temporale che va dal 1964 al 1984. Non è un diario, nemmeno un amarcord, ma un lavoro sull'infanzia e sulla primissima adolescenza, che recupera un vissuto intergenerazionale collettivo, sia intimo che pubblico, tra la famiglia, la colonia al mare e le avventure nel campetto di pallone. È un viaggio che parte dalla casa, micro-universo dal quale osservare il mondo, per avanzare alla scoperta del macro-mondo (delle vacanze, dei compagni di giochi, del sesso visto con gli occhi di un bambino). Uno spaccato di un'Italia di periferia, di vitale provincia in cui il protagonista è un bambino alle prese con l'uomo nero e con le «femmine», la scuola, le tabelline e l'arte dello «scancellare», la guerra tra bande, le giostre e il difficile mestiere di «crescere».
«Ho ricombinato le storie vecchie con episodi nuovi che ho cominciato a scrivere un anno fa - scrive Paolini nelle note di regia -. E Lorenzo Monguzzi dei Mercanti di Liquore mi accompagna in questo esercizio. Narro non per nostalgia, ma per divertimento, per chi c'era già e si ricorda i dettagli e per chi è nato dopo».
Paolini, autore e interprete di spicco della scena italiana fin dagli anni '70, è arrivato alla notorietà con lo straordinario «Il racconto del Vajont», con il quale vinse nel 1995 il Premio Speciale Ubu per il Teatro Politico, nel 1996 il Premio Idi per la migliore novità italiana e nel 1997 l'Oscar della televisione come miglior programma dell'anno.
Il testo de «La macchina del capo» è scritto a quattro mani con Michela Signori, le musiche originali sono composte ed eseguite da Lorenzo Monguzzi, entrambi collaboratori «storici» di Paolini.
Lo spettacolo inizia alle 20.45; ingresso (posto unico) 18 euro. Ultimi biglietti in prevendita stasera alla biglietteria del teatro dalle 18 alle 19.30 oppure in città da Punto Einaudi (via Pace 16/a).
Nino Dolfo
Nino Dolfo
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