Santospago mette in scena la solitudine del grande attore

AL SANTA CHIARA. Da stasera all'11 aprile «Semplicemente complicato» di Thomas Berhard
L'azione, scandita in tre parti, si svolge in uno squallido appartamento, in un arco di tempo che va dal mattino alla sera
13/03/2010
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Stefano Santospago in una scena di «Semplicemente complicato»

«Semplicemente complicato» (Einfach kompliziert) dello scrittore austriaco Thomas Bernhard, andato in scena la prima volta nel 1986 allo Schillertheater di Berlino con il grande attore tedesco Bernhard Minetti, ritorna nella nuova veste diretta da Cesare Lievi da stasera fino all'11 aprile al Teatro Santa Chiara (esclusi i lunedì e il periodo dal 2 al 5 aprile) nell'ambito della stagione di prosa del Ctb - Teatro Stabile di Brescia.
Un anziano ex attore (Stefano Santospago) vive recluso in uno squallido appartamento invaso dai topi. Le sue giornate trascorrono nella desolata attesa del nulla, mentre un irrefrenabile flusso di coscienza lo riporta continuamente dinanzi al proprio fallimento artistico ed esistenziale. L'unico rapporto col mondo è rappresentato da una bambina (Marta Agoni) che viene a trovarlo due volte la settimana per portargli del latte.
Nel dialogo con se stesso, il protagonista esprime tutto il risentimento e il disincanto per una vocazione che non ha saputo mai sintonizzarsi sulla vita reale e che si è nutrita di illusioni e di troppa filosofia. Nella solitudine del suo misero appartamento, il vecchio attore può ancora indossare la corona di Riccardo III o declamare i versi di Prospero, ma nessuno sarà più disposto ad ascoltarlo.
L'AZIONE (scandita in tre parti) si svolge nell'appartamento del vecchio attore in un arco di tempo che va dal mattino alla sera della stessa giornata. Ripensamento del passato familiare e professionale frammentato in ricordi-visioni brevissime, riflessioni spesso strampalate sul suo destino e quello del mondo, giudizi taglienti e acidi sulle persone che hanno accompagnato la sua vita, disprezzo e odio per gli uomini, sono le forme e gli argomenti del suo pensare ad alta voce; pensare che, con la pedanteria tipica di un vecchio attore megalomane, viene regolarmente fissato sul nastro di un registratore.
Un' azione quindi (ma sarebbe forse meglio parlare di cerimoniale) monotona e sempre autocelebrativa: un modo di salvarsi, di resistere all'inesorabile farsi e disfarsi del tempo, un ostentato imporsi nonostante la vita remi continuamente contro.
A ROMPERE questo monotono cerimoniale arriva però una piccola lattaia che, con la sua curiosità e complicità ingenua, libera per un attimo il vecchio attore dalla sua acida meditazione ad alta voce sul corso delle cose e del mondo. Per un attimo, è chiaro, perché, prima ancora che lei se ne vada, tutto ritorna come prima; tutto precipita in un parlare continuo, insistente e offeso contro la vita.
I biglietti costano 14 euro e sono in vendita alla biglietteria del Teatro Santa Chiara mezz'ora prima dell'inizio dello spettacolo.
Alessandro Faliva

Alessandro Faliva