GOYA, L'EREDITÀ

MOSTRE. A Palazzo Reale di Milano, oltre 180 opere illustrano l'influenza del pittore spagnolo sugli artisti del '900
Le sue «tracce» lungo due secoli, da Delacroix, Klee, David, Kokoschka, Mirò, Picasso, Bacon, sino a Jackson Pollock, Renato Guttuso, Willem De Kooning PASSATA E FUTURA
13/03/2010
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Un particolare del dipintio di Goya «La lattaia di Bordeaux»

Oltre 180 opere, tra dipinti, incisioni e disegni, raccontano a Palazzo Reale di Milano il genio di Goya e l'influenza da lui esercitata sugli artisti più importanti degli ultimi due secoli, tra cui Delacroix, Klee, David, Kokoschka, Mirò, Picasso, Bacon, Pollock, Guttuso, De Kooning. Intitolata Goya e il mondo moderno, l'importante rassegna, in svolgimento dal 17 marzo, è stata organizzata dall'Assessorato alla cultura del comune in collaborazione con la Sociedad Estatal para la Accion Cultural Exterior per il Semestre spagnolo di Presidenza dell'Unione Europea. A cura di Valeriano Bozal e Concepcion Lomba, l'esposizione sul grande pittore aragonese ha coinvolto 62 enti prestatori, tra privati e musei internazionali e allestisce opere di Goya e di altri 45 maestri del XIX e XX secolo. Articolata in cinque sezioni, la mostra si impernia su tre principali filoni tematici, che impongono il pittore spagnolo quale indiscusso anticipatore della modernità. In primo luogo, viene proposta un'analisi dell'immagine della nuova società, muovendo dal fallimento della struttura politica dell'Ancienne Regime per arrivare allo sviluppo industriale e alla nascita di nuovi collettivi sociali, in cui l'individuo riesce ad affermare una propria soggettività. A spiegare la profonda mutazione epocale ecco i ritratti e gli autoritratti, mentre le opere raffiguranti la vita quotidiana illustrano un nuovo stile di vita, in contrasto con gli stereotipi tradizionali, spesso riletto da Goya attraverso gli elementi del comico e del grottesco. Le crude immagini del pittore spagnolo offrono infine una visione della violenza e del terrore, quali tratti più negativi della nuova società, interpretati che sulle tele con una tavolozza cupa e raffigurazioni intense.
Tra i capolavori esposti a Palazzo Reale, si possono ammirare l'«Autoritratto» di Goya del Prado, affiancato a quello di Delacroix degli Uffizi, mentre le raffigurazione del Re Carlo IV e della Regina Maria Luisa di Parma dall'Archivio Generale delle Indie di Siviglia, realizzati da Goya come ritrattista di corte sono in dialogo con la splendida «Mujer con mantilla» di Pablo Picasso dal Museu Picasso di Barcellona. A rappresentare i suggestivi squarci di vita quotidiana ci sono, sempre di Goya, «L'arrotino» (Museo di Belle Arti di Budapest) o «La lattaia di Bordeaux» (Prado), ma anche le famosissime incisioni dell'artista aragonese provenienti dalla Biblioteca Nazionale di Madrid, che anticipano le atmosfere grottesche di «Circus Trio» di Georges Rouault (dalla Phillips Collection di Washington), «Lampo nero» di Paul Klee (Collezione Surroca di Barcellona) e D«onna e uccelli nella notte» di Joan Mirò (Fondaciò Joan Mirò).
Non mancano i celeberrimi toni cupi di Goya in opere come la «Decollazione» e «Il rogo», accanto ai violenti «Madre con bambino morto» di Picasso (dal Reina Sofia di Madrid) e «Trionfo della morte» di Renato Guttuso (Gnam di Roma).
La mostra si chiude con opere di forte impatto emotivo: tra le altre, il «Cristo nell'orto degli ulivi» di Goya, «Pittura A» di Jackson Pollock, «Tre studi per un ritratto di Peter Bear» di Francis Bacon e «Red Man with Moustache» di Willem de Kooning.