Robert Plant è country con «Band of Joy»

MUSICA. Uscirà in settembre il nuovo disco da solista del cantante
La voce dei Led Zeppelin ritorna ad ispirarsi al folk
31/07/2010
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Robert Plant

Robert Plant è la voce dei Led Zeppelin e per questo è sempre stato uno dei cantanti rock più celebrati e imitati.
Lontano da quella band, a cui i fan lo vorrebbero legato per sempre, non ha trovato un vero e proprio successo se non pochi anni fa, nel 2007, con il disco Raising sand, inciso con la cantante country/bluegrass Alison Krauss. Dopo aver vinto 6 premi Grammy, celebrato dalla critica e dai colleghi (non sempre teneri con il biondo cantante…), l'album ha venduto 3 milioni di copie in tutto il mondo.
Comprensibile la mossa di Plant che, per il nuovo disco, intitolato Band of joy, in uscita il 14 settembre, ha pensato a una rilettura con strumenti tradizionale di una serie di brani country folk, l'ideale prosecuzione di Raising sand. Le registrazioni ovviamente sono avvenute a Nashville, l'epicentro della musica delle radici americane, e per la produzione la voce degli Zeppelin ha pensato al chitarrista Buddy Miller che, oltre ad aver fatto parte della band che ha portato in tour Raising sand può vantare collaborazioni con artisti come Emmylou Harris, Steve Earle, Linda Ronstadt e Lucinda Williams.
Lontano dal rock pesante degli Zeppelin, dunque, Plant sembra sempre più indirizzato verso la musica roots americana. «Buddy è parte integrante del nuovo album», spiega Robert nelle note che accompagnano l'uscita del disco. «Il suo gusto, in fatto di strumenti, lo si può sentire in tutte le canzoni. Il suo raggio di azione è meraviglioso. Ci sono riflessi del rockabilly anni Cinquanta, dei canti dei marinai e delle cose migliori che la musica country abbia prodotto, insieme a suggestioni soul e rhythm'n'blues provenienti dalla zona di Memphis».
Ma la Band of Joy, il gruppo della gioia (o il cerchio della felicità?) è formato anche da altri grandi musicisti come Darrell Scott (mandolino, chitarra, accordeon, banjo e qualsiasi cosa abbia una corda), Byron House (basso) e Marco Giovino (percussioni). A completare la formazione, la cantautrice Patty Griffin, contraltare femminile alla voce del leader.
A fare la differenza, oltre alla perizia tecnica dei musicisti, la scelta delle canzoni. Consapevole di non poter eguagliare la tradizione, Plant si dedica alla riscoperta o alla valorizzazione di brani poco conosciuti di artisti famosi e viceversa. Come Angel dance dei Los Lobos, Silver rider e Monkey dei rocker di culto Low; Falling in love again dei Kelly Brothers e Harm's swift way di Townes Van Zandt.
Tra i brani più tradizionali, Plant e la sua Band ripescano Satan your kingdom must come down, già rifatta da Jeff Tweedy e dagli Uncle Tupelo, incisa per la prima volta negli anni Trenta e proveniente dalla tradizione orale dei canti gospel della Virgina e della Carolina nel primo Novecento.

Giulio Brusati