Loredana Errore, finale di Classe per lo show dei ragazzi di Amici
CONCERTI. In piazza della Loggia la «Ragazza occhi cielo» ha concluso una lunga serata presentata da PlatinetteRomanticismo suadente all'aroma di Antonacci e una voce complessa ricca di sfumature. Bravissima anche nella cover «Billie Jean»
Doveva essere la serata di Loredana Errore, l'eroina borderline seconda classificata nell'ultima edizione di Amici: Loggia d'incanto alle spalle, confezioncina mediatica resa spassosa dalla mastodontica Platinette, un «quid» interpretativo capace di far tintinnare formicolii a go-go.
E invece il set della piccola Lori si è svelato solo nel finale, come parentesi graffa di rara grazia, in mezzo a una sagra canora e tempi dilatati formato prima-serata di Canale 5. A completare il predominante affresco «telepopmuzik», infatti, cinque ex della scuola di Maria De Filippi (quattro in realtà: Martina Stavolo e le sue chiome ossigenate non si sono mai epifanizzate), accorsi un po' per urlare al mondo che esistono ancora, un po' per fare promo a nuovi lavori discografici (Roberta Bonanno presenta l'album omonimo), un po' per contratti biforcuti.
Come Enrico Nigiotti, ribelle senza una causa al quale strillano «Sei Bellissimo» mentre s'inebria in acustico dei suo miti Piero Ciampi e Luigi Tenco in mezzo a un pubblico «vietato ai maggiori» attratto dai suoi pettorali.
«Non rinnego Amici, mi ha regalato popolarità e un grande amore (la ballerina Elena D'amario, ndr) - rivela mentre gioca a fare il River Phoenix -, ma oggi sento che mi manca la musica fatta in cantina».
Come dire: il talent dà, il talent leva. E quando sbagli la rampa di lancio, rimpiangi il giorno in cui hai preso la rincorsa. Così, alla quarta sigaretta di fila, saluta e se ne va a guisa di un salmone controcorrente nel periodo di migrazione.
«It's raining men» versione «tutti sul palco che il saggio è finito» sigla l'ultimo atto dell'opening più lungo della storia del pop: quasi due ore tra revival italiano e disco-muzak, con Federico Angelucci che imita il bacino di Ricky Martin («La Copa de la Vida») e il pingue Antonino Spadaccino, vincitore della quarta edizione, alle prese con colpi di fioretto all'Equipe 84.
Anche Mauro Coruzzi, truccatissimo, col parruccone e ingessato in un tubino nero, stenta alla conduzione, mostrandosi più ispirato e surreale quando sciorina «Parole Parole» di Mina senza prendersi troppo sul serio.
Poi arriva Loredana. E la musica cambia immediatamente, tingendosi delle camaleontiche sfumature di una voce (e di un ego) più che mai complessi, sensibili, fuori dai dogmi delle accademie-tv.
Un velo di mascara e «Oggi tocchi a me» - romanticismo suadente all'aroma di Biagio - fa il pari più in là con un «Ti amo» che strazia tanto è disperato. L'eclettica verve interpretativa sublima poi nelle cover, mai scontate, anche quando si chiamano «Billie Jean» o «Minuetto» (in apnea).
E se «Vedova nera» incarna una Loredana maliziosa, i singoloni «La voce delle stelle» e «Ragazza occhi cielo» materializzano quella da radio-loop, eppure mai uguale a sé stessa, con le mosse nevrotiche che sanno di vita in companatico. L'attesa è ripagata in emozioni sinestetiche: forse è giusto così, perché il bello abita sempre poco più in là del prescindibile.
Tweet
1 FrancescaMilano 07/09/2010 19:31 1 commenti
Loredana è sublime; gli altri cantano, lei INcanta. E' unica; è estro, grazia per chi la sa comprendere ed emozione allo stato puro. Si cuce addosso le canzoni sprigionando sentimenti che traspaiono da ogni poro della pelle. E' come una calamita che, quando le sei davanti e l'ascolti, ti paralizza, in senso positivo. Ti dona qualcosa che raramente riesce a darti un'artista. Grazie, Loredana, e grazie a Elia Zupelli per aver letto dentro la sua anima.