Malizia e ironia: ecco il mondo del burlesque

LA CURIOSITÀ. Un successo per la «lezione-pilota» alla scuola di ballo A.S.D. Una trentina le partecipanti, in attesa di indossare calze autoreggenti e piume colorate. Lena, la maestra russa: «Le donne lo apprezzano perché possono lasciarsi andare senza prendersi troppo sul serio, giocando con la propria fisicità»
19/01/2011
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Prima lezione di prova alla scuola di via Triumplina. FOTOLIVE

Saranno le evoluzioni «corpetti & champagne» rese dominio pop da Dita Von Teese o la dilagante riscoperta dell'estetica impomatata e swingante anni '50, fatto sta che la seduzione bon-ton esercitata dal burlesque è via via diventata un fenomeno di costume retroattivo e universale.
Capace di contaminare tanto gli orizzonti modaioli di gente tipo Gaultier o Vivenne Westwood, quanto la fantasia della casalinga di Voghera; anteponendo lo spirito parodistico e dissacratorio all'intento erotico, per questo influenza versatile sia su palchi istituzionali (l'Ariston, ad esempio), che nelle piattaforme mediatiche stile Mtv: da miss Ciccone a quella faina di Marylin Manson, da Lady Gaga all'inedita coppia transgenerazionale formata da Cher e Christina Aguilera, al debutto italiano il 18 febbraio con un lungometraggio stravagante che si intitola proprio «Burlesque».
E se è vero che le tendenze si propagano con velocità sorprendente, ha fatto un effetto relativo assistere al «pienone» di lunedì sera per la lezione pilota del primo corso cittadino di danza (altresì... portamento) burlesque - appunto -, organizzata dalla scuola di ballo A.S.D On-Stage in via Triumplina.
Un'ora tra movenze felpate da pin-up, sorrisi maliziosi (conditi dall'ingenuità della prima volta) e colonne sonore al caviale, giusto per far saggiare alle divette in erba il gusto di una materia «che si fa con l'atteggiamento, prima che con la tecnica», spiega Martina Guarnati, co-direttrice artistica della sede assieme a Barbara Tanda.
«E' un immaginario che già da qualche anno la gente comune ha iniziato ad apprezzare - prosegue -, per questo abbiamo pensato di creare un vero e proprio corso specifico da affiancare alle altre discipline del contemporaneo».
A veicolare le manovre - in questo primo appuntamento a corpo libero e ancora senza la tipica accessoristica di pizzi e piume colorate - è Lena, maestra russa che insegna anche pilates e danza classica, e al new-burlesque si è avvicinata «qualche anno fa in Russia, perché mi affascinava la similitudine con l'universo austero del classico».
Anche se qua a farla da padrona sono autoironia e humour grottesco... «le donne apprezzano questo mondo perché possono lasciarsi andare senza prendersi troppo sul serio, giocando con la propria fisicità per sentirsi più sicure e felici», continua mentre beve un caffè a fine lezione.
E proprio sul confine tra consapevolezza e uso ludico del corpo, rigore e improvvisazione, si gioca questo prologo d'iniziazione, che proseguirà in pianta stabile e settimanalmente (fino a giugno) «non per creare delle star, ma con lo scopo di rendere il burlesque più fruibile e le donne... più donne».

Elia Zupelli

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