23.09.2012
MANIFESTAZIONE ITINERANTE. Dal Teatro Grande alle piazze, musica da mattina a notte coinvolgendo i bresciani e raccogliendo grandi e diffusi consensi
E sul sagrato del Carmine arriva una bella ragazza iraniana testimonial della multietnicità
In una Brescia settembrina baciata dal sole la prima edizione della Festa dell'Opera organizzata dalla Fondazione teatro Grande ha avuto uno splendido successo nelle sue molteplici iniziative che si sono susseguite dal mattino fino a tarda sera. Dovunque le proposte hanno suscitato un'immediata e positiva reazione da parte degli intervenuti e dei passanti, nel caso degli appuntamenti all'aperto, che poi erano la maggioranza. Il Ridotto del Grande alle 11 del mattino era stracolmo di pubblico per seguire il percorso musicale guidato da Fernando Cordeiro Opa: ed ecco, dopo le presentazioni d'obbligo degli ospitanti Umberto Fanni e Umberto Angelini, irrompere dalle varie porte del Ridotto la musica di Verdi con le note del celebre Brindisi dalla Traviata e con sei giovani cantanti che hanno solcato le fitte file di sedie affollate di pubblico. Una delle caratteristiche della Festa dell'Opera che sicuramente hanno più entusiasmato di volta in volta il pubblico era la rottura del rigido ruolo, anche spaziale, che separa il pubblico dalla musica e dai suoi interpreti è stato superato attraverso una vicinanza che dà un'idea più concreta, più vera della potenza magica delle voci impostate di chi ha studiato canto. PROPRIO per seguire passo passo questo clima di festa e di sorpresa dei vari eventi, si è arrivati in piazza della Loggia dove, come ogni sabato, si tiene l'affollatissimo mercato. E lì, fra una bancarella e l'altra, fra un'«offerta speciale imperdibile» e l'altra, ecco levarsi le voci di Annalisa Sprovieri e del tenore Saverio Fiore a intonare il duetto «Parigi o cara» dalla Traviata verdiana, catalizzando immediatamente l'attenzione generale. L'amore tragico fra Germont e Violetta crea un momento magico in un pubblico che per un momento lascia la trattativa per capi d'abbigliamento e salviette da bagno per cogliere un attimo magico di passione e di musica, che diventa puro divertimento quando di lì a poco i cantanti intonano il Brindisi del primo atto: signore che cantano e altre si fanno facilmente conquistare dalla magia della musica danzando il valzer con i cantanti che firmano autografi tra molti volti stupefatti e felici ; una signora si commuove e racconta che per lei questo è un effetto inevitabile, quando sente cantare Violetta. È QUASI mezzogiorno e decidiamo di seguire un altro degli «eventi a sorpresa» con i quali l'organizzazione ha deciso di costellare la giornata: all'ingresso del Liceo «Calini» in via Montesuello mancano pochi minuti all'uscita degli studenti ed ecco arrivare una Porsche 1500 rossa e scoperta delle Mille Miglia, che parcheggia davanti all'ingresso: la voce del soprano Yetzabel Arias si alza magicamente intonando «Granada» spiazzando i gli studenti che stanno uscendo, mentre dalle finestre si affacciano quelli che sono rimasti in classe. Una scena che si ripete poco dopo davanti al «Bianchi» di via Gasparo da Salò, dove si stanno degustando «bertagnì» e vino bianco ed ecco che si materializzano la Calunnia dal Barbiere di Siviglia e «La donna è mobile» dalla Traviata. Nel pomeriggio ci si sposta in pieno centro: al Ridotto il direttore Andrea Battistoni dibatte il tema dell'opera oggi con Umberto Fanni e i Pazzi per l'Opera mentre dalla balconata esterna del Grande una voce dall'alto canta Turandot. Poco più in là, in corso Palestro cantano il tenore Paolo Antognetti e il baritono Daniele Cusari nella prima della serie di Serenate rivolte ad anonime «amate» che si sporgono da finestre e da balconi, l'ultima in via Carmine, davanti alla chiesa dove poi si terranno le danze flamenche in programma, è una bella ragazza iraniana a simboleggiare la multietnicità della città e di questo quartiere. Fra il pubblico il sindaco Paroli e l'assessore Arcai, arcicontenti per il fatto che nonostante le difficoltà economiche Brescia riesca a «seminare» pillole di cultura e di bellezza per le generazioni future. E poi la serata, dalla Carmen al Carmine alla Tosca al Capitolium, passando dalle esperienze operistiche più varie, che vanno dall'Opera Dj di Painè Cuadrelli al Ficomaeco alle Serenate a Porta Bruciata, mentre dalla periferia arrivano anche alcune delle bande che hanno suonato in vari punti della città. Una giornata riuscitissima e memorabile, da tempo non vedevamo un così gran numero di bresciani incantati e coinvolti in una grande festa.
Luigi Fertonani
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