Prostituirsi nell'età dei giochi

31/05/2009
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Il libro di Uwem Akpan

In Kenya dilaga la prostituzione minorile.
Secondo l'Unicef sono 15 mila i minori che si vendono nei distretti costieri di Mombasa, Kilifi, Malindi e Kwale. Hanno tra i 12 e i 18 anni e i loro clienti sono spesso europei, soprattutto italiani, tedeschi e svizzeri. Ma questo triste commercio non coinvolge solo i turisti: la percentuale di Kenyoti con i quali le bambine si prostituiscono per denaro, per ricevere vestiti e per avere l'esperienza necessaria per accedere al mercato turistico raggiunge il 38 per cento.
E la problematica già di per sè grave lo diventa ancor più se si considera che spesso i rapporti sessuali sono violenti e perversi e nel 32 per cento dei casi avvengono senza protezione.
Con la diffusione della prostituzione si teme un aumento della piaga dell'Hiv in un paese in cui il 6 per cento della popolazione ne è affetta (220.000 sono bambini).
Tentare di arginare il fenomeno è difficile. Il Kenya ha ratificato la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei bambini nel 1991 e in questi anni altre leggi interne sono state approvate per proteggere i minori da ogni forma di violenza.
Questi interventi però, a quanto pare, non bastano. Servirebbero più controlli nei locali notturni e negli alberghi dove questa «attività» non solo viene tollerata, ma anche offerta, favorita dall'impoverimento della popolazione.