La Beatlesmania contagia anche l'Italia

MUSICA. IN CIMA ALLE CLASSIFICHE DI TUTTO IL MONDO A 40 ANNI DAL TRAUMATICO SCIOGLIMENTO DELLA BAND
I 14 album dei Fab Four rimasterizzati nella top 100
  • 23/09/2009
 
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Una foto d'archivio dei Beatles

La nuova Beatlesmania ha contagiato anche l'Italia. Questa settimana «Abbey Road» è al settimo posto degli album più venduti, «Sergent Pepper» al nono. I 14 album, da poco ripubblicati in versione digitalizzata, sono tutti nei primi 100 posti, la collezione completa dei cd dei Fab Four in versione stereo è in 16ma posizione ma è anche la raccolta più venduta della settimana.
Nel nostro Paese sta accadendo in piccolo quello che è accaduto negli Usa, dove gli album in classifica nei primi 10 posti sono cinque, e in Inghilterra, dove invece nella top ten i titoli dei Beatles sono quattro. L'edizione rimasterizzata dell'opera omnia dei Fab Four ha già superato il milione di copie mentre John, Paul, George e Ringo hanno fatto irruzione anche nel mondo dei video giochi attraverso i loro avatar in «Rock Band», il che, oltre a generare altri ricavi per la ditta, inevitabilmente favorirà l'apertura verso nuove generazioni di pubblico che li stanno riscoprendo anche attraverso le magliette vendute nei negozi per giovanissimi (il marchio Beatles con la mela) e persino con la complicità di uno spot della telefonia.
Intanto prosegue la trattativa tra McCartney, Yoko Ono e la Apple per l'approdo su I-Tunes. Il tutto, val la pena ricordarlo, a 40 anni dal traumatico scioglimento della band più importante della storia della musica popolare. È una curiosità che interessa tutti i beatlesiani ma l'album più venduto è «Abbey Road», il disco della fine, anche se «Let it be» fu pubblicato dopo lo scioglimento.
Premesso che, da quando la band ha deciso di chiudere una folgorante avventura che in otto anni ha cambiato per sempre la storia della musica e della cultura popolare, nel mondo non si è mai smesso di parlare di loro, di ragionare su quella separazione al culmine del successo, il ritorno prepotente in classifica è il segno clamoroso che le canzoni dei Beatles hanno una magìa creative ineguagliabile.
Sui «Quattro di Liverpool» esiste ormai una letteratura ponderosa, è difficile trovare un repertorio che sia stato maggiormente scandagliato. Ma nessuno è mai riuscito a spiegare come in otto anni quattro ragazzi, tecnicamente neanche troppo dotati, siano riusciti a passare da «She loves you» a «Sgt Pepper», scrivendo capolavori ineguagliati, rivoluzionando la tecnica di registrazione, inventando il concetto contemporaneo di produzione, aprendo all'universo giovanile le porte di nuove culture e di un modo diverso di stare al mondo.
Il ritorno di «Abbey Road» e «Sgt Pepper» ai vertici delle classifiche dovrebbe far riflettere sui meccanismi di un'industria che continua a puntare su prodotti pensati per un consumo immediato, su un gusto omologato, su una generalizzata standardizzazione dei suoni. Per I Beatles ogni album era una nuova avventura, l'occasione di sperimentare suoni e tecniche nuove, di allargare i propri orizzonti espressivi, fino a proiettarsi nel futuro. E a ritrovarsi in cima al mondo 40 anni dopo il loro lungo addio.