Carmen, dopo «Eva» canta «Elettra»
MUSICA. La «cantantessa» di Catania sarà domernica prossima a Verona per un incontro con i fanEsce venerdì il nuovo album della Consoli. In un brano, il ricordo del padre scomparso
Dopo «Eva», «Elettra». Carmen Consoli intitola il suo nuovo album con il nome di un'altra donna-simbolo, quella che viene descritta in opere letterarie, liriche e cinematografiche come eroina borghese, pazza sanguinaria, matricida e rivale della sua stessa madre in uno dei complessi psicanalitici.
Un carattere difficile, dibattuto tra ruoli e passioni, come quello di molti dei personaggi delle canzoni di Carmen; un esempio della sua inesauribile vena compositiva, connotata su disco da una voce sempre più espressiva.
La cantautrice siciliana presenterà questa sua «Elettra» - in uscita a tre anni di distanza dal disco «Eva contro Eva», venerdì prossimo, preceduta dal singolo già in radio, «Non molto lontano da qui» - con una serie di incontri nei megastore Fnac (domenica 1° novembre alle 17 sarà a Verona) e, dai primi mesi del 2010, con un tour che toccherà i principali teatri italiani.
E se il primo assaggio del disco, la canzone «Non molto lontano da qui», affronta il tema dell'incapacità di gustare la gioia, gli altri brani appaiono fin dai titoli e dalle prime rivelazioni, complessi e profondi, a partire da «Mandaci una cartolina», ispirata alla recente scomparsa dal padre, un'esperienza che ha traumatizzato la «cantantessa» (come la chiamano i fan) e allo stesso tempo le ha dato la forza per completare l'album.
La canzone che dà il titolo a tutto il lavoro è, secondo le - per una volta - molto appropriate note stampa che accompagnano il disco, «la storia di una prostituta e del suo peccato originale: l'amore per un uomo che si rivelerà immaturo e codardo davanti a un sentimento sincero; una canzone per la quale si potrebbe parlare di "ritmo del mito", riferendosi alla maschera di Elettra che consente l'alternanza di frasi musicali di volta in volta oscure e brillanti».
La successiva «Mio zio» affronta il tema degli abusi domestici con una narrazione in prima persona, rabbiosa e urlata. «Col nome giusto» parla di sofferenza, separazione e confusione tra dolore e piacere, citando «La lontananza» di Domenico Modugno, uno degli artisti più amati da Carmen. In «Marie ti amiamo» c'è un altro grande artista siciliano, Franco Battiato, che divide la canzone, una specie di filastrocca popolare, costruita intorno a un altro personaggio femminile controverso.
Dopo «Eva», «Elettra». Carmen Consoli intitola il suo nuovo album con il nome di un'altra donna-simbolo, quella che viene descritta in opere letterarie, liriche e cinematografiche come eroina borghese, pazza sanguinaria, matricida e rivale della sua stessa madre in uno dei complessi psicanalitici.
Un carattere difficile, dibattuto tra ruoli e passioni, come quello di molti dei personaggi delle canzoni di Carmen; un esempio della sua inesauribile vena compositiva, connotata su disco da una voce sempre più espressiva.
La cantautrice siciliana presenterà questa sua «Elettra» - in uscita a tre anni di distanza dal disco «Eva contro Eva», venerdì prossimo, preceduta dal singolo già in radio, «Non molto lontano da qui» - con una serie di incontri nei megastore Fnac (domenica 1° novembre alle 17 sarà a Verona) e, dai primi mesi del 2010, con un tour che toccherà i principali teatri italiani.
E se il primo assaggio del disco, la canzone «Non molto lontano da qui», affronta il tema dell'incapacità di gustare la gioia, gli altri brani appaiono fin dai titoli e dalle prime rivelazioni, complessi e profondi, a partire da «Mandaci una cartolina», ispirata alla recente scomparsa dal padre, un'esperienza che ha traumatizzato la «cantantessa» (come la chiamano i fan) e allo stesso tempo le ha dato la forza per completare l'album.
La canzone che dà il titolo a tutto il lavoro è, secondo le - per una volta - molto appropriate note stampa che accompagnano il disco, «la storia di una prostituta e del suo peccato originale: l'amore per un uomo che si rivelerà immaturo e codardo davanti a un sentimento sincero; una canzone per la quale si potrebbe parlare di "ritmo del mito", riferendosi alla maschera di Elettra che consente l'alternanza di frasi musicali di volta in volta oscure e brillanti».
La successiva «Mio zio» affronta il tema degli abusi domestici con una narrazione in prima persona, rabbiosa e urlata. «Col nome giusto» parla di sofferenza, separazione e confusione tra dolore e piacere, citando «La lontananza» di Domenico Modugno, uno degli artisti più amati da Carmen. In «Marie ti amiamo» c'è un altro grande artista siciliano, Franco Battiato, che divide la canzone, una specie di filastrocca popolare, costruita intorno a un altro personaggio femminile controverso.
Giulio Brusati
Giulio Brusati
