Ho vissuto 11 anni tra Bogliaco. Gargnano e Muslone. Ho vissuto con intensità patrimoni d'arte,
Ho vissuto 11 anni tra Bogliaco. Gargnano e Muslone. Ho vissuto con intensità patrimoni d'arte, di nuclei urbanistici e paesaggistici fantastici. L'attrazione sia per me che i ragazzi dell'istituto di cui ero responsabile non era l'acqua del lago per il bagno - oltretutto stagione brevissima - era tutto quanto ho richiamato più sopra, compresi i paesaggi, i colori, gli scorci poetici che hanno incantato scrittori e pittori non solo italiani.
Gargnano per altro non ha mai avuto un turismo di massa, ma stanziale, proprio perchè t'affascinava per la bellezza, per le escursioni e per la tranquillità di ben undici mesi all'anno. Già allora - anni 70 - assieme agli altri membri del consiglio della prima biblioteca comunale si era riflettuto sulla necessità di poter utilizzare - e comunque tutelare - il Convento di S. Francesco. Per lo meno allora ospitava un servizio di valorizzazione di un altro prodotto del Garda, l'olio - anche i miei parrocchiani di Muslone portavano lì le olive e mi donavano con affetto bottiglie di olio pregiato che oggi mi manca - e di fronte a questo si aveva una certa venerazione. L'oleificio è sparito, l'ambiente è ora libero per tornare ad essere una delle perle artistiche da far invidia a molti altri paesi del Garda bresciano.
Caro amico sindaco, ma davvero vuoi che vada manipolato un patrimonio così? Gargnano ha avuto la capacità - e forse anche la necessità - di far vivere fianco a fianco borghesi e pescatori, nobili e contadini e - devo riconoscere con piacere - che al di là delle bruttura del Nuovo Porto per le grandi regate veliche i tuoi predecessori hanno abbastanza tutelato l'ambiente nel suo complesso: tant'è ch'io sogno di poter avere l'avventura - ma non ho i soldi - di una vecchiiaia stanziale in quel di Gargnano. Ti prego: ascolta anche la voce di un vecchio amico. mettici tutto quello che puoi per restituire piano piano al suo splendore il Convento di S. Francesco.
A poca distanza dal municipio, col cortiletto in cui è nato il Teatro dell'Acqua, la Chiesa e il convento con la biblioteca, con un cortile concerti all'interno del chiostro, sale per mostre... Immagina che meraviglia! E quale pagina di storia e di bellezza restituiresti al tuo paese. Ti concedo una lapide: «Mentre era sindaco... si è dato inizio al restauro del convento...» Resteresti nella storia! non lasciarti travolgere dal «fare» miope; pensa a raccogliere la storia del tuo splendido paese e a tramandarla ai posteri. Ti ripeto: il turismo toccata e fuga non è mai stato patrimonio neppure economico di Gargnano.
Datti da fare; ergiti di fronte a chiunque col tuo decisionismo e con la tua possanza fisica e salva ciò che la storia ti affida: te ne saremo grati in tantissimi. Ti prego: quando inizi i lavori, invitami. Ti abbraccerò con tua moglie e tua figlia, con rinnovato affetto.
don Angelo Chiappa
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