SIGNORA

COMPLEANNO. I magnifici 70 della donna che ama Chaucher e Dickens
Susan Hill: «Sapevo solo scrivere e così l'ho fatto» Ma salva solo il periodo 1968-74, lasciando fuori il romanzo che le ha dato fama internazionale IN NERO
04/02/2012
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La scrittrice inglese Susan Hill

«Da bambina volevo sempre raccontare storie e non ero particolarmente brava in nient'altro. Potevo scrivere, desideravo scrivere e così ho scritto». Semplice e diretta, Susan Hill non usa troppi giri di parole per definire una carriera che ormai dura da oltre mezzo secolo, sin da quando, ancora adolescente, riuscì a far pubblicare The Enclosure, un debutto che provocò «la perplessità di mia madre, l'orgoglio di mio padre e l'indignazione della mia preside». Nata il 5 febbraio 1942 a Scarborough, nel North Yorkshire, e sposata dal 1975 con lo studioso shakespeariano Stanley Wells (padre delle sue due figlie), la Hill è autrice di più di cinquanta libri, tra romanzi, racconti, saggi e storie per bambini, senza contare gli articoli e i testi teatrali. I generi da lei esplorati spaziano dal gotico al giallo, dallo storico al romantico, dall'introspettivo al simbolico. Una scelta non pianificata, ma coerente col pensiero di una scrittrice che detesta le classificazioni e rifugge i preziosismi stilistici in favore di una prosa agile e snella, divenuta col tempo il suo tratto distintivo. La sua filosofia in proposito è: «Solo se sei James Joyce puoi metterti a fare esperimenti linguistici in stile Ulisse. Altrimenti meglio lasciar perdere». Per comprendere appieno l'approccio compositivo dell'autrice bisogna guardare ai suoi modelli di riferimento: il padre della letteratura inglese Geoffrey Chaucher («lo amo più di Shakespeare»), il poeta metafisico John Donne, lo scrittore Graham Greene (che conobbe giovanissima) e, soprattutto, Charles Dickens, da lei definito «il grande maestro». Sul versante femminile, cita Daphne du Maurier, ma guai a chiederle di Jane Austen: «Non ci sono mai andata d'accordo». Nonostante continui a lavorare e a riscuotere ampio consenso critico, Susan Hill non è molto generosa con se stessa. Il meglio, dice, l'ha già dato nei libri scritti fra il 1968 e il 1974, epoca in cui vinse il Somerset Maugham Award (con I'm the King of the Castle), il Whitbread Novel Award (con The Bird of Night) e il John Llewellyn Rhys Prize (con il volume di racconti The Albatross). È un caso che lasci fuori dalla lista il titolo che le ha regalato fama internazionale, ma scritto in uno dei periodi più bui della sua vita, poco dopo la scomparsa della figlioletta Imogen, morta neonata? Pubblicato nel 1983, La donna in nero segue i passi del giovane avvocato Arthur Kipps giunto da Londra nello sperduto villaggio di Crythin Gifford per sistemare le carte relative ai beni di una ricca defunta, padrona dell'isolata Eel Marsh House. La casa si erge tra le paludi ed è collegata alla terraferma tramite il «sentiero delle nove vite». Quando la marea si alza, la strada viene sommersa e la dimora è completamente isolata. Come se non bastasse, nella nebbia appare una misteriosa donna vestita di nero: un fantasma assetato di vendetta... Il romanzo cresce sino a divenire un piccolo classico del genere gotico, con oltre quaranta edizioni. Susan Hill viene paragonata a due illustri colleghi quali Montague Rhodes James e Wilkie Collins, da lei apertamente omaggiati nel libro. Ma la fama de La donna in nero non si limita alla carta: nel 1987 Alan Ayckbourn ne commissiona una riduzione teatrale da rappresentare a Scarborough per Natale. Il drammaturgo Stephen Mallatratt si mette al lavoro e ne ricava un copione talmente mozzafiato che due anni più tardi lo spettacolo approda a Londra presso il Fortune Theatre, dove è ancora in cartellone. Essendo in scena dal 1989, la rappresentazione detiene un record di repliche secondo solo a quello di Trappola per topi di Agatha Christie. Sempre nel 1989 ne viene realizzata una versione televisiva. Oggi anche il cinema rende omaggio al romanzo con il film The Woman in Black, in arrivo fra meno di un mese. Questo nuovo slancio pubblicitario riuscirà a portare in Italia più libri dell'autrice? Attualmente, oltre a La donna in nero (edita da Polillo) e a qualche volume di fiabe, sono reperibili L'uomo nel quadro (sempre Polillo), La signora De Winter (Mondadori, il seguito di Rebecca, la prima moglie di Daphne du Maurier) e i primi tre volumi della serie dedicata al detective Simon Serrailler, tutti pubblicati da Kowalski: Omicidi sulla collina, Nessuna pietà per i puri di cuore e Un'indagine imperfetta. Considerando la mole delle opere di Susan Hill, è un po' poco.

Angela Bosetto