«Il libro della giungla» quando il musical diventa energia pura
MONTICHIARI. Il sipario si apre alle ore 16 al «Palageorge»La versione teatrale dell'immortale opera di Kipling strizza l'occhio a cartoni animati e coreografie d'autore esaltando la personalità di un cast di attori affiatati
Una storia senza tempo: camaleontica eppure sempre fedele alla sua stessa bellezza, qualunque «vestito» abbia indossato. Partendo dall'originale virgulto narrativo firmato Rudyard Kipling, a cavallo tra '800 e '900, per approdare a quel capolavoro che è la trasposizione stile film d'animazione resa da Disney nel 1967. In costante evoluzione fiabesca fino agli anni zero, senza mai perdere quello smalto di freschezza ed eterna attualità che ne caratterizzano la trama. Ora, «Il libro della giungla» parla anche il linguaggio del musical e oggi pomeriggio prenderà forme danzanti al Palageorge di Montichiari, per la tappa bresciana di un tour che proprio in questi mesi sta portando lo spettacolo sui palchi di tutta la penisola. L'appuntamento è fissato per le 16; i biglietti costano 18 euro in parterre, 12 euro per le gradinate, 6 euro per gli «under 14». Cortesia di una cornice scenica fotografata da refrain musicali a presa rapida, luci esotiche, pupazzi giganti, balletti in costumi scintillanti, e - soprattutto - da un cast artistico di primissimo ordine. Per l'occasione, descritto nelle fattezze dei vari protagonisti-simbolo della storia originale. Nessuno escluso: a partire dal piccolo Mowgli - interpretato da Heron Borelli, già volto recitativo nel pluripremiato «Notre Dame de Paris» di Riccardo Cocciante e in «Hollywood» di Massimo Ranieri -, sfilando poi i vari Baloo interpretato da Nicolas Tenerani, Elena Nieri «nella pelle» di Bagheera e la malvagia tigre Shere Khan. Tutti insieme appassionatamente nel coloratissimo calderone della giungla indiana, che prenderà vita sul palco agli «ordini» dei due noti autori televisivi Adriano Bonfanti e Gigi Reggi, curatori a quattro mani dello spettacolo: cantato e recitato in lingua italiana, al cospetto delle coreografie «londinesi firmate dalla ballerina Gillian Bruce di High school musical che vanta anche un notevole curriculum televisivo tra Rai e Mediaset. INSOMMA, GLI INGREDIENTI artistici per un risultato esplosivo sembrano davvero esserci tutti al resto dovrebbe pensarci la storia stessa, che per adattarsi alla situazione teatrale del musical si è concessa pure qualche piccolo lifting narrativo rispetto all'originale. Tanto da delineare chiaramente sin dall'interrogativo sospinto dal sottotitolo dello spettacolo - «Avete mai sentito gli animali cantare?» - le intenzioni che muovono questa rilettura per il palcoscenico: ovvero rappresentare in maniera frizzante, con una veste inedita (alla portata sia di adulti, che di bambini), l'essenza immortale del romanzo di Kipling. Che ancora oggi, nel 2012, con la sua morale favolistica legata a temi come la salvaguardia della natura e alle dicotomie uomo-animale, bene-male, continua a splendere di straordinaria contemporaneità.
Elia Zupelli
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