Sahatçi. «In Italia ho trovato l'America»
DI PASSAGGIO IN CITTÀ. Il violinista albanese passa di successo in successo e tornerà a suonare a Brescia il 12 febbraio«Fondamentale l'incontro con Salvatore Acacrdo, con il quale mi ho studiato akk'Accademia di Cremona
Klaidi Sahatçi è un violinista di origine albanese e il pubblico bresciano l'ha conosciuto il mese scorso, al Ridotto del teatro Grande in occasione del primo concerto dell'Ensemble del Grande, e qui ritornerà il 12 febbraio prossimo, per il secondo appuntamento in programma che stavolta sarà in Trio, col violista Antonello Leofreddi e il violoncellista Gabriele Ardizzone. La sua è una la storia musicale di Klaidi Sahatçi è una storia di successi personali sempre crescenti. Una storia che ha molto a che fare con l'Italia «Avevo solo vent'anni quando decisi di trasferirmi in Italia, per arricchire le mie conoscenze musicali dopo aver frequentato il Liceo Artistico Misja nella mia città natale. Due anni dopo mi diplomavo in violino sotto la guida del maestro Gigino Maestri al Conservatorio Verdi di Milano col massimo dei voti, la lode e la menzione d'onore. Poi decisi di perfezionarmi a Cremona, all'Accademia Walter Stauffer con Salvatore Accardo e poi a Lione, col maestro Boris Garlitzky». Immagino che avrà anche partecipato a vari concorsi «Sì, e ne ho vinti parecchi, dal Rovere D'Oro al Concorso Internazionale di San Bartolomeo al Mare in Liguria, il Sergio Dragoni e il premio “Marco Koliqi” del Rotary Club di Milano. Ben presto sono arrivati anche le scritture per concerti: ho debuttato come solista con l'Orchestra Sinfonica della Rai a Milano, poi con l'Orchestra della Svizzera Italiana, l'Orchestre National de Lyon, la Zürcher Kammerorchester, i Virtuosi Italiani e i Cameristi della Scala». Oltre a quelli con il maestro Salvatore Accardo e con Boris Garlitzky, c'è stato in questi anni qualche altro incontro importante? «Con particolare piacere ricordo quello con Shlomo Mintz nel 2005, quando il maestro m'invitò personalmente a far parte della giuria all'International Violin Competition de Sion Vallais; per me quello è stato un momento di grande emozione». Ma vedo che il richiamo della musica da camera, al di là del repertorio sinfonico, è sempre molto forte «Sì, ora sono violino di spalla alla Tonhalle Orchester di Zurigo, dopo aver ricoperto questo incarico anche presso l'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano e alla Filarmonica della Scala; ma proprio due anni fa, con il pianista Andrea Rebaudengo e il violoncellista Sandro Laffranchini ho deciso di fondare il trio SLR, dalle iniziali dei nostri cognomi, con il quale ho esordito alla Scala di Milano».L.FERT..
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