«Paradiso amaro» cerca il senso della vita

PRIMECINEMA. Alla multisala Oz l'originale e interessante pellicola di Alexander Payne con George Clooney
Dramma e melodramma insieme in un contesto naturale, quella delle Haway di particolare suggestione
20/02/2012
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Clooney in Paradiso amaro

Dramma e commedia, «Paradiso amaro» è decisamente un film interessante ed originale a conferma del genio e della progressiva maturazione registica di Alexander Payne, il suo autore. Dramma e melodramma, commedia e commedia romantica, nella più scolastica delle accezioni, nel senso che la natura è partecipe dei sentimenti dei personaggi e ne influenza gli stati d'animo. Si aggiunga che dai paesaggi emana una suggestione particolare, uno struggimento che arriva al cuore dello spettatore sull'onda della musica indigena, perchè il film di Payne è stato girato interamente alle Hawai. La bellezza del contesto naturale accentua e dà un'inflessione inedita al fascino del protagonista, interpretato da George Clooney, più bravo, sensibile, intelligente che mai. Per l'occasione il divo sfoggia un colorito abbigliamento a base di pantaloni corti e camicie hawaiane. E bisogna essere attori intelligenti per assecondare, anzi dare particolar rilievo all'arte dell'understatement praticata dal regista Alexander Payne, il quale, se non è il primo a modulare sulle stesse corde la commedia e il pathos, è l'unico a raffreddare, alla bisogna, ogni accensione, sia in un senso che nell'altro, con progressivi scivolamenti sottotono. La bella terra hawaiana dal canto suo, oltre ad essere décor interattivo, è anche, protagonista della storia: Matt King (Clooney) infatti, in quanto discendente - il titolo originale è «The Descendants» - di una regina hawaiana, è erede,assieme a una tribù di cugini, di un grandissimo lotto di terra vergine comprendente colline, boschi, baie, spiagge, destinata a essere venduta allo speculatore edilizio di turno. Matt, curatore per la vendita delle terre ed avvocato, deve anche «gestire» tre donne, una più difficile dell'altra: la moglie, due figlie di una decina d'anni e di diciassette. Il Destino, come al solito ci mette il becco, prende a schiaffi Matt e lo mette ko con un colpo micidiale: Elisabeth, la sua bella moglie, ha un incidente col fuoribordo e finisce in un letto d'ospedale in coma. Matt si trova nella condizione di dare un'occhiata retrospettiva al suo matrimonio le cui condizioni non erano poi così brillanti ed iniziare a fare veramente il papà a tempo pieno. Così il regista farà entrare nel film una riflessione profonda e naturale sul senso della vita e della morte così come sulla transizione da uno stato all'altro.F.B. «Paradiso amaro» di Alexander Payne con George Clooney, Shailene Woodley, Amara Miller. Usa 2011. Al cinema Sociale ed alla multisala Oz. Voto: 9.