«Mondo silenzioso», la bellezza riscoperta da Luigi Agosti
LA MOSTRA. Sarà ospitata nella Sala dei Santi Filippo e Giacomo da venerdì 24 febbraio a domenica 18 marzoPennellate gioiose e vigoroso cromatismo caratterizzano opere lontane dalle mode
La Fondazione Cab torna a proporre mostre di artisti bresciani viventi insieme a Brescia Musei come avveniva, fino a qualche anno fa, negli spazi del Piccolo Miglio in Castello. Ora però sarà la Sala dei Santi Filippo e Giacomo in via delle Battaglie ad ospitare la personale di Luigi Agosti che verrà inaugurata venerdì 24 febbraio alle ore 18. Luigi Agosti nato a Collebeato nel 1940 e diplomato al Liceo artistico di Venezia, si è fatto conoscere con la sua prima personale alla «Piccola Galleria» dell'Ucai nel 1980 riscuotendo subito apprezzamento per le sue pennellate gioiose e il vigoroso cromatismo con cui, lontano dalle mode e dagli «ismi», ha saputo cogliere la bellezza essenziale ed effimera che traluce negli oggetti di ogni giorno e nel microcosmo della natura. «Mondo silenzioso» s'intitola, appunto, la mostra antologica che proporrà un «florilegio» delle sue opere. «Per quanto riguarda il mio operare - dice l'artista - mi ispiro a motivi quotidiani, posso osservare un frutto, un oggetto, un viso mille volte senza ricavarne nulla, altre volte lo stesso motivo mi emoziona, può essere la forma, la luce, il colore e diventa un pezzo di pittura. Come tutti quelli che vogliono fare pittura ho guardato tutto quanto ho potuto, traendone quanto rispondeva alla mia sensibilità e ho, quindi, scelto liberamente i maestri che amo. Non ho obbedito alle mode che hanno caratterizzato, in un continuo susseguirsi, gli ultimi decenni, per questo non sono forse in linea con i tempi. Io ho ancora bisogno di ispirarmi a di partire dall'osservazione di un piccolo nucleo di realtà: in questo credo di essere in compagnia e in accordo con alcuni pittori sicuramente più grandi». Nel corso degli anni Agosti ha prodotto «nature morte» dipingendo ad olio, ma anche lavorando in monotipo per mezzo di una tecnica che consiste nello stendere il colore su lastre di vetro o di rame e nell'applicare poi carte speciali già preparate sul fondo, in grado di assorbire le forme stese sulla lastra. «Luigi Agosti, - scrive Maurizio Bernardelli Curuz nella presentazione della mostra - da decenni, in una solitudine che alimenta la verità dell' essenza e che non richiede le contorsioni prescritte dalle necessità del mercato, conduce un lavoro che ha prodotto importanti risultati formali e sostanziali. La sua scommessa è di cercare l'anima novella tra gli oggetti di una povertà estrema, con i quali si sono misurate centurie di pittori. E di cavare, senza mai cadere nella banalità, un flusso d'energia nuovo, che rende unico il soggetto della sua contemplazione». La mostra resterà aperta fino al 18 marzo; l'orario di apertura: dal martedì alla domenica dalle 15.30 alle 19.30, lunedì chiuso. L'ingresso è libero.
Francesco De Leonardis
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