Gli azionisti di Unicredit alla prova dell'aumento
BANCHE. Domani a Roma l'assemblea straordinaria per rafforzare la solidità patrimonialeDopo la rinuncia ai T-Bond il progetto ha già avuto il via libera dalle Fondazioni per ricorrere al mercato
ROMA
L'aumento di capitale di Unicredit deciso in alternativa ai Tremonti bond arriva domani all'esame degli azionisti, mentre sullo sfondo resta il progetto dell'istituto di tornare alla banca unica.
L'operazione con cui Piazza Cordusio rafforzerà la solidità patrimoniale ricorrendo al mercato, che oggi consente condizioni più vantaggiose rispetto al provvedimento del Tesoro, ha già ricevuto il via libera del consiglio di amministrazione e dei principali azionisti: si sono detti a favore dalla Fondazione Cariverona alla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino. Manca solo il passaggio formale dei soci, che si riuniscono in assemblea straordinaria a Roma: il voto sull'iniezione di mezzi freschi, attraverso l'emissione di nuove azioni offerte agli azionisti ordinari e di risparmio, figura come unico punto all'ordine del giorno. Un'operazione studiata per mettere ulteriormente al sicuro l'istituto dagli eventuali, ultimi contraccolpi della crisi che ha colpito il sistema bancario a livello internazionale, che per Unicredit, ha dichiarato l'amministratore delegato Alessandro Profumo due giorni fa, ha raggiunto il suo picco negativo nel secondo trimestre, quando la banca ha registrato oltre 2,4 miliardi di euro di rettifiche su crediti e accantonamenti.
I primi 9 mesi 2009 si sono conclusi con un utile in calo a 1,33 miliardi di euro, ma in linea con il consensus degli analisti. Il core tier 1, principale indicatore di solidità patrimoniale, è salito dal 6,85% di giugno 2009 al 7,55 di settembre, ma Profumo ha insistito, nello spiegare un mese fa la scelta di ricorrere all'aumento, che la sceltà è stata fatta nell'ottica di rafforzare il capitale «in modo permanente».
Il progetto della banca unica, così come la politica dei dividendi, non figurano nell'ordine del giorno dell'assemblea di domani, ma restano sul tavolo e saranno probabilmente oggetto delle domande dei piccoli azionisti. Sul secondo punto, ha spiegato Profumo, deciderà il consiglio di amministrazione dopo la fine dell'anno. Il ritorno alla banca unica, che prevede la fusione delle tre banche retail nella holding dove confluiranno anche le attività corporate e private, è già stato illustrato dal presidente Dieter Rampl alle fondazioni azioniste. Nato per avvicinare la banca ai clienti e alle piccole imprese, per le quali verrà creata una struttura ad hoc, e per tagliare costi attraverso una razionalizzazione organizzativa, il progetto dovrebbe approdare al cda di dicembre: l'obiettivo è concludere l'iter il primo novembre 2010, in coincidenza con la scadenza dei patti parasociali che Unicredit ha ereditato quando ha acquistato Capitalia e, con essa, il Banco di Sicilia.
