Tassara international, il piano dimezza gli asset a 544 milioni

FINANZA. Utile netto di 36 milioni di euro per la holding lussemburghese del gruppo Zaleski
Ceduti i pacchetti residui in Vinci Arcelor, Posco e Outokumpu I ricavi delle partecipazioni crollano da 1,09 mld a 19 mln
13/03/2010
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Pietro Modiano

Asset quasi dimezzati a 544 milioni di euro, debito azzerato, un utile netto di 36 mln (-91%) e dividendi per 78 mln contro i 640 mln del 2008. Così il 2009 per la Carlo Tassara International sotto la presidenza di Pietro Modiano. Come emerge dal bilancio - consultato dall'agenzia Radiocor -, il valore netto delle partecipazioni della holding lussemburghese del gruppo Zaleski a fine esercizio è di 522 mln dopo dismissioni per 571 mln. Ceduti, secondo fonti vicine a Cti, i pacchetti residui in Arcelor Mittal, Vinci, Posco e Outokumpu.
DOPO la campagna vendite, i ricavi dalle partecipazioni (non precisate nel documento) nel 2009 sono crollati a 19 mln dagli 1,09 mld nel 2008. Cti aveva già proceduto a dismissioni per 3 mld nel 2008, nell'ambito del piano di rientro del debito dopo la moratoria concordata con le banche creditrici. In materia di dividendi, dopo la ricca distribuzione del 2008 (sui 640 mln, 240 mln erano stati prelevati dalle riserve), la Cti ha pagato nel maggio 2009 un acconto di 70 mln e il cda nella sua riunione dell'8 marzo ha deliberato il pagamento di altri 7,9 mln prelevati dagli utili riportati a nuovo (pari a 185 mln a fine 2008). Il debito si è praticamente azzerato a poco più di 16mila euro dai 300mila del 2008. Sempre secondo quanto risulta a Radiocor, la Carlo Tassara spa alienerà pacchetti azionari per circa 1,5 mld di euro entro fine 2011 (quando scadrà la moratoria) acquistando tuttavia opzioni call sugli stessi titoli per beneficiare eventualmente di un rialzo dei mercati. Nella holding sono conservate quote inferiori al 2% di Generali, Mediobanca e Cattolica Assicurazioni, insieme al 10% del capitale di Edison, al 2,5% di A2A e di Intesa SanPaolo, 2,4% di Bmps e 2% di Ubm e Bpm, oltre al quasi 20% del capitale di Mittel.
SEMPRE IERI fonti finanziarie hanno precisato che la quota di circa il 13% che Zaleski possiede nel gruppo minerario Eramet è stata messa a garanzia di alcune banche, tra cui Intesa SanPaolo e altri gruppi bancari, nell'ambito dell'accordo di «stand still» che venne siglato a fine 2008.