«San Zeno» frena col mercato ma non rinuncia a investire
ACCIAIO E BILANCI. L'esercizio chiuso il 30 settembre scorso evidenzia ricavi in deciso calo e risultato netto in rossoIl fatturato si attesta a 163,5 mln contro i 354,6 milioni del 2008 «Spesi» altri 6,4 mln con obiettivo su colata continua a forno fusorio
Ricavi più che dimezzati, risultato netto in rosso: la difficile congiuntura ha pesato sui conti della San Zeno Acciai - Duferco, ma non ha fiaccato l'impegno sul fronte degli investimenti. Dopo i 18 milioni di euro «spesi» l'anno prima, nell'esercizio chiuso il 30 settembre 2009 la srl di San Zeno Naviglio ha destinato altri 6,4 milioni a vari interventi. L'azienda, presieduta da Antonio Gozzi, è controllata dalla Travi e Profilati di Pallanzeno (a sua volta detenuta al 100% da Duferdofin-Nucor, per il 50% nelle mani di Duferco Italia, per il resto del gruppo americano dopo la partnership siglata 2 anni fa); conta 185 dipendenti, è specializzata nella produzione di blumi e billette.
I DODICI MESI dell'esercizio scorso - spiegano gli amministratori nella relazione - hanno coinciso con il periodo congiunturale più sfavorevole che, oltre a determinare un significativo deterioramento dei margini di redditività, ha imposto un rallentamento dell'attività sia con una riduzione dei turni (da 20 a una media di 11 settimanali), sia con fermate produttive totali in alcuni periodi, con ricorso alla Cassa integrazione. L'utilizzo dell'ammortizzatore sociale - spiegano fonti vicine all'azienda - si è decisamente ridotto nel 2010 fino a scomparire in questi mesi, lasciando spazio a un moderato ottimismo legato anche ai timidi segnali che arrivano dal mercato. L'acciaio prodotto è calato di circa il 46% da 723.000 a 390 mila tonnellate. Tutto questo ha inciso sui conti - si veda il grafico -, con ricavi a 163,571 milioni di euro e una perdita superiore agli 11,3 mln: sul risultato hanno inciso - spiegano gli amministratori - le svalutazioni delle giacenze di magazzino per quasi 2,8 milioni di euro.
CONSIDERATO il grave deterioramento della redditività dell'esercizio, l'azienda ha messo in atto azioni immediate mirate alla riduzione dei costi operativi e delle spese generali, «che hanno permesso di ottenere importanti benefici e risparmi» sulle spese di trasformazione dell'acciaio. Sul piano finanziario la scelta di ridurre drasticamente, in quantità e in valore, gli stock di inizio esercizio ha consentito, seppur aggravando la perdita di conto economico, di ridurre l'indebitamento finanziario netto verso il sistema bancario di oltre il 50%: è passato da 46,9 a 24,6 mln di euro, «grazie anche al finanziamento soci ottenuto per complessivi 15,4 milioni di euro». Nel corso dell'esercizio sono stati effettuati investimenti per circa 6,4 milioni di euro: circa 2 mln per interventi volti a incrementare la produttività e l'efficienza della linea di colata continua n. 2; 2,7 milioni per il potenziamento della sottostazione elettrica; circa 1 milione per il forno fusorio; il resto per normali interventi di adeguamento e rinnovo degli impianti, in parte finalizzati al miglioramento delle condizioni ambientali e di sicurezza. La srl ha rivalutato i beni immobili per complessivi 17,3 milioni.R.E.
