La Metalcam rilancia la sfida: c'è il nuovo piano industriale
BILANCI 2009. Il gruppo archivia un esercizio difficile, condizionato dalle operazioni condotte con Breno Uno e DuePrevisti investimenti per 21 milioni di euro: obiettivo su strutture, nuovi mercati e settori e tecnologie Garantita la remunerazione ai dipendenti-azionisti
Un 2009 difficile, condizionato nei conti oltre che dall'andamento del mercato anche dagli effetti di alcune operazioni societarie; un esercizio chiuso in «rosso» per oltre 44 mln di euro (si veda il grafico), che tuttavia non frena l'impegno del gruppo Metalcam di Breno.
UNA VOLONTA' che emerge dal bilancio consolidato, firmato dal presidente Gregorio Gitti; in Cda siedono anche Gianfranco Farisoglio, Mario Cocchi, Domenico Ghiroldi, Matteo Ricatti e Alfredo Fossati. Nel documento viene spiegato che «il relazione al calo della performance aziendale» l'anno scorso «ed al mutato scenario internazionale legato alla crisi economica mondiale, la società ha proceduto a redigere un nuovo piano industriale finanziario per il periodo 2010-2016...». Un programma - illustrato nei dettagli ai sindacati durante un recente incontro - che, tra l'altro, come spiegano fonti, contempla investimenti per circa 21 milioni di euro (concentrati soprattutto nel biennio 2010-2011) con particolare attenzione ai sistemi informatici, al settore commerciale (nuovi settori e nuovi mercati), ma anche alle strutture aziendali: è prevista la realizzazione di un nuovo capannone di circa 4 mila metri quadrati per allargare gli spazi e le dotazioni a supporto dell'attività produttiva.
IL GRUPPO di società che fa capo a Metalcam spa opera nel settore della forgiatura di componenti in acciaio speciale, con un ciclo integrato che comprende anche l'acciaieria, destinati a vari settori. I dipendenti sono 336. Nel perimetro di consolidamento, oltre alla spa, anche la tedesca Vorlaender Gmbh, la Valforge srl di Cortenova (Lecco) e le altre aziende di Breno: Adamello Steeel spa, Adamello Meccanica srl e B.S. srl. Metalcam è controllata al 48% dalla Carlo Tassara di Romain Zaleski, al 42% dal fondo Clessidra e per il restante 10% da Lavoro 2: quest'ultima, a sua volta, è detenuta al 91% da Lavoro 3 e per il restante 9% da nuovi soci entrati nell'ambito dell'operazione che ha visto crescere i lavoratori azionisti: attualmente - secondo fonti sindacali - sono circa 130 sui 243 occupati in Valle. Gli addetti coinvolti nel piano di azionariato ai dipendenti - spiegano fonti vicine alla società - hanno continuato a ricevere gli stessi flussi di liquidità in quanto il progetto delineato ha fatto sì che fossero anche obbligazionisti: i loro introiti derivavano e derivano dalle cedole obbligazionarie, non dai dividendi, quindi sono svincolati dall'andamento economico.
SUI CONTI ha pesato, oltre agli effetti della crisi sulla gestione, anche l'operazione - realizzata nel 2008, come spiegato nella relazione al consolidato - che ha portato all'acquisizione di Metalcam spa da parte di Breno Uno spa e Breno Due spa: è stata realizzata con un finanziamento in pool di 240 mln di euro erogato da UniCredit Banca d'Impresa (capofila), Banca Popolare di Bergamo, Banco di Brescia e Banca di Vallecamonica, della durata di otto anni, e con l'apporto da parte dei soci di mezzi propri nelle subentranti per 200 mln e di finanziamenti per 61 mln subordinati al prestito delle banche. Le due società acquirenti sono poi state poi fuse nella Metalcam spa attraverso la cosiddetta «fusione inversa». Questo ha radicalmente modificato la struttura economica, patrimoniale e finanziaria della spa. La posta di differenza di consolidamento e avviamento iscritta originariamente era pari a 441,473 mln di euro, cui si sono aggiunti 4,034 mln relativi al controllo di Valforge. Già dal 2008 è stata ammortizzata su una vita utile stimata in 15 anni. In relazione al calo della performance aziendale nel 2009 e al mutato scenario internazionale legato alla crisi, la società ha proceduto anche a una serie di valutazioni (considerati anche i principi Ias/Ifrs) che hanno portato a definire una potenziale riduzione di valore (impairment) dell'avviamento iscritto nel consolidato di 33 mln. Considerato questo importo espressivo della perdita durevole, è stato iscritto integralmente nel conto economico, unitamente alla quota di ammortamento del periodo di circa 29 mln. E questo ha pesato sul risultato finale. A livello operativo (Ebitda/Mol) il consolidato è stato positivo per oltre 40,7 mln, nel civilistico il dato è stato superiore al 2008. La posizione finanziaria netta è migliorata da 263,551 a 221,714 mln di euro.R.E.
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